Il Tirreno

Guerrieri e Mancuso contestano il provvedimento Antitrust sulla gara Toremar

«A rischio le corse invernali»

Una nave della Moby durante le operazioni di attracco in porto a Portoferraio
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Una nave della Moby durante le operazioni di attracco in porto a Portoferraio

L'Autorità portuale: privilegiato il mercato e non i servizi

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 PORTOFERRAIO. A rischio collegameneti invernali e sicurezza in porto. L'Autorità portuale non ha dubbi: quello dell'Antitrust sulla gara per la privatizzazione di Toremar, è un provvedimento che potrebbe risultare dannoso per gli elbani e occorre correre ai ripari cominciando a ragionare degli effetti delle nuove disposizioni prima che sia troppo tardi.  Quello di Luciano Guerrieri, presidente della Port Authority, e di Paola Mancuso, segretario generale, non è un giudizio senza appello. Ma occorre un chiaro confronto istituzionale per evitare di gettare alle ortiche il lavoro fatto fino ad oggi.  «Ci pare di poter affermare - affermano Guerrieri e Mancuso - che il provvedimento dell'Agcm individua nel mercato il parametro principale di riferimento mettendo in subordine la socialità dei servizi. Se ciò risponde al fine istituzionale di quell'Autorità per parte nostra vogliamo fornire alcuni elementi di riflessione con l'intento di aprire un confronto con il territorio all'esito del quale ci riserviamo di assumere atti o iniziative». Per l'Autorità portuale l'Antitrust, prevedendo la cessione di sei coppie di corse da parte di Moby e lo scambio di orari tra la compagnia e le concorrenti per evitare una posizione dominante della Balena Blu, sembra sostituire al principio del mantenimento dei servizi anche quando sono meno redditizzi, quello della sola sostebilità economica. Problematiche importanti come quella della continuità territoriale - scrivono Guerrieri e Mancuso - potrebbero rimanere affidati esclusivamente agli oneri di servizio pubblico. In quest'ottica ci pare di intravedere una "spinta" verso una forte stagionalizzazione (estiva) dei servizi che ne rende incerto il mantenimento degli attuali livelli. In passato l'Autorità portuale non ha mai obbligato nessuno ad effettuare i servizi per tutto l'anno, ma ha adottato criteri di comparazione che a parità di condizioni determinavano una chiara e trasparente preferenza verso questi ultimi rispetto a servizi stagionali».  Ulteriore preoccupazione di Guerrieri e Mancuso, poi, è la modalità con la quale si andranno a ridistribuire gli slot. «La procedura - proseguono - si svolgerà tutta nell'ambito di rapporti tra privati, più precisamente dentro complessi meccanismi di convenienza reciproca. Anche tale procedura non può essere effettuata senza le necessarie e preventive valutazioni sulla sicurezza e sull'ordinato svolgimento delle operazioni portuali che competono nei diversi ambiti all'Autorità portuale e anche all'Autorità marittima». Inevitabile, per Guerrieri e Mancuso, capire in concreto cosa comporterà il provvedimento dell'Antitrust, anche sotto il profilo occupazionale.

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