Il Tirreno

Le reazioni dell’ad di Moby: la rinuncia della società all’acquisto farebbe ripartire la gara per la privatizzazione

«Toremar non è un affare, ma non molliamo»

Valentina Landucci
Turisti in arrivo a Portoferraio sulle banchine della Moby
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Turisti in arrivo a Portoferraio sulle banchine della Moby

Da valutare sul piano economico le conseguenze del provvedimento Antitrust

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 PORTOFERRAIO. Non c'è ancora una presa di posizione ufficiale perché «il provvedimento è lungo e complesso - afferma l'amministratore delegato di Moby, Luigi Parente - e dobbiamo studiarlo bene». Ma la compagnia è comunque intenzionata a andare avanti nell'acquisizione di Toremar nonostante i paletti e le rinunce imposte dall'Antitrust per garantire la concorrenza sul mercato.  La preoccupazione maggiore, all'indomani della pubblicazione delle direttive dell'autorità garante della concorrenza e del mercato, era ed è, infatti, una rinuncia di Moby all'acquisizione della Toremar là dove le imposizioni dell'Antitrust fossero giudicate economicamente non sostenibili dalla società di Vincenzo Onorato. Con la conseguenza che il dietrofront della compagnia imporrebbe alla Regione di ripartire da capo con la privatizzazione. Uno scenario che ancora non si può escludere ma che, sulla base delle prime dichiarazioni di Parente, sembra almeno più lontano. «Se abbiamo partecipato a questa gara - afferma - è perché siamo convinti che l'ingresso di altri soggetti sul mercato avrebbe potuto rappresentare un danno per noi ma soprattutto per il territorio al quale siamo particolarmente legati. L'obbiettivo di partenza rimane ma dobbiamo valutare tutte le implicazioni del provvedimento e il permanere di margini tali per andare avanti». Da parte di Moby c'è la soddisfazione per il fatto che «non sia stato messo un veto - continua Parente - su questa operazione. Il provvedimento inoltre non si discosta molto dagli impegni che già ci eravamo presi. E' chiaro che non si tratta di un affare. Per certi versi, per come è strutturata la gara, è un acquisto al buio. Ad esempio non conosciamo cosa c'è dentro il bilancio di Toremar». Rimangono poi alcune perlessità per il fatto che l'Antitrust non tiene conto dell'impegno di Moby sul mantenimento dei servizi invernali. Un'impostazione, questa, che caratterizza l'intero provvedimento dell'autorità garante e che per certi versi contrasta con la regolamentazione adottata dall'Autorità portuale.

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