Il Tirreno

Uniti per Suvereto attacca il fotovoltaico «Impianto abusivo»

L’impianto fotovoltaico in costruzione a Suvereto
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L’impianto fotovoltaico in costruzione a Suvereto

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 SUVERETO.  L'impianto fotovoltaico in costruzione a Calzalunga è nel mirino della lista Uniti per Suvereto. «L'impatto sul paesaggio è notevole anche perchè, in maniera furbesca, i 3 impianti da circa 200kw, sono stati posizionati uno di seguito all'altro.  Il contesto è di pregio: la strada parco che da Suvereto porta a Montebamboli e, secondo Uniti per Suvereto, la cosa risulta «aggravata dal fatto che i 3 impianti, soggetti solamente a Dia, sono di fatto da considerarsi abusivi, in quanto tra la denucia di inizio attività - dicembre 2009 - e l'inizio lavori - marzo 2011 - è trascorso più di anno, ossia il tempo massimo fissato dalla leggere regionale».  Secono la lista civica di sinistra, «gli impianti sono da considerarsi illegittimi, in quanto presentati in forza di una legge regionale vigente nel 2009, dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale nel novembre 2010, poiché innalzava da 20Kw a 200Kw la soglia per la quale bastava la Dia per costruire impianti fotovoltaici».  «Sempre nel 2010, il decreto legge 105, definito "salva-Dia", consentiva il completamento dei lavori per mpianti che entravano in esercizio entro il 16 gennaio 2011. I lavori a Calzalunga - si osserva - sono iniziati a marzo 2011, quindi fuori dai tempi del decreto».  Uniti per Suvereto sootlina anche che l'impianto sorge in una zona catalogata dal piano strutturale «con pericolosita' idraulica elevata, vista la vicinanza del fosso Ragnaia e del torrente Milia».  «In caso di esondazione - continuano - l'impianto sarebbe distrutto e trasportato altrove con evidenti danni per cose e persone». Viene ricordato a tal proposito che nel dicembre 2010 la delibera, firmata dai tre assessori regionali all'ambiente e energia Anna Rita Bramerini, al governo del territorio Anna Marson e all'agricoltura Gianni Salvadori, sulla regolamentazione degli impianti fotovoltaici a terra, indicava un primo elenco delle aree non idonee e tra queste c'erano anche le "aree classificate a rischio idraulico e geomorfologico", aree stranamente poi scomparse dalla legge regionale 11 del 2011» «Ci siamo sempre battuti per un uso intelligente delle energie rinnovabili, evitando di costruire impianti a terra saturando prima i tetti e i capannoni industriali. La speculazione, che invece sta dietro ai grandi impianti, autorizzati nel nostro territorio senza un attenzione da parte delle amministrazioni, hanno portato impoverimento del paesaggio e danni all'agricoltura». La lista invita quindi il sindaco e l'assessore all'ambiente ad intervenire «per verificare le numerose irregolarità»

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