Il Tirreno

L’affollamento soprattutto nelle ore serali, al rientro dal mare, anche per banali interventi

Pronto soccorso sotto assalto

Melisanda   Massei Autunnali
Medici ed infermieri durante un intervento di pronto soccorso
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Medici ed infermieri durante un intervento di pronto soccorso

Richieste in crescita del 10%, ma la struttura per ora regge

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 PIOMBINO.  Nessun incidente o infortunio di particolare gravità, nessuna epidemia, ma flussi di pazienti che superano quelli dello scorso anno del 10% circa, sebbene si tratti di un fenomeno fisiologico in linea con quanto accade su tutto il territorio nazionale. L'estate 2011 al pronto soccorso di Villamarina, insomma, trascorre tranquilla, se non fosse per accessi talvolta nettamente superiori alle cento unità e che hanno costretto il reparto al rinforzo di un altro medico nelle ore serali.  «E' un accordo che abbiamo stipulato con l'azienda - spiega il primario Paolo Tamberi - Di norma abbiamo un personale formato da due medici la mattina e due il pomeriggio: l'integrazione parte dalle 20-21 in poi per due o tre ore, in maniera tale da riuscire a smaltire quei flussi che si accumulano soprattutto la sera, quando le persone fanno ritorno dalla spiaggia e prima di rincasare (o di uscire di nuovo) passano da Villamarina per far dare un'occhiata all'eventuale esantema, all'occhio rosso oppure alla puntura di zanzara».  Una situazione generale che tuttavia non sembra preoccupare particolarmente il dottor Tamberi, e non solo perché, almeno fino a oggi, non si è verificato alcun evento considerevole rispetto alle medie del 2010: «Certo - spiega - siamo passati da 70/80 accessi al giorno a 120/130: ma il sistema tiene, anche perché le patologie sono sempre le stesse, con un lieve aumento percentuale, semmai, di conseguenze di sinistri stradali, ma senza che il quadro complessivo sia gravato in maniera anomala. Anche le stime sulla mortalità sono, fortunatamente, le stesse». Guardando al dettaglio, prosegue Tamberi, il giorno sicuramente più critico è il lunedì, specie la mattina, seguito dal sabato e la domenica, che sono poi i due giorni in cui è più difficile trovare medici di famiglia.  Tra gli infortuni principali quelli che hanno a che fare con la permanenza in spiaggia, specie dal punto di vista cutaneo, più qualche sindrome, molto lieve per la verità, da principio di annegamento. Scarsi i colpi di calore, così come gli abbassamenti di pressione, complice anche una stagione tutto sommato temperata, che però nei giorni di maggior caldo porta semmai a una riacutizzazione delle patologie croniche, specie nei soggetti più anziani e in chi si dimentica di bere, andando incontro a episodi di disidratazione.  «L'impegno al quale siamo sottoposti è senz'altro notevole - ribadisce Tamberi - ma è lo stesso al quale andiamo incontro tutti gli anni e del quale siamo più che consapevoli, viste anche le caratteristiche della zona in cui viviamo e il fatto che all'Elba sono molto più gravati di noi. Se abitassimo in montagna, magari ci troveremmo di fronte a flussi dello stesso tenore in altre stagioni dell'anno!». Strade alternative, in ogni caso sono possibili, visto che l'organizzazione sanitaria locale ha attivato come ogni anno la guardia turistica, accanto alla normale guardia medica: «E' questa - osserva Tamberi - una cultura che ancora stenta a passare e che invece noi vorremmo incoraggiare, assieme all'indicazione di rivolgersi quanto più possibile ai medici di famiglia, che hanno gli ambulatori aperti e possono ricevere il paziente anche in tempi più brevi dei nostri».  Il pronto soccorso, sottolinea il primario, non è una struttura dove chi arriva per primo per primo viene assistito: «di conseguenza alle volte alcuni saltano il medico curante e arrivano qui pensando di fare prima, quando poi si ritrovano a dover aspettare delle ore. La cosa più consigliabile, invece, sarebbe che tutto ciò che il medico di famiglia può risolvere sia sottoposto innanzitutto a lui».

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