Sicurezza
LAntitrust detta le condizioni per autorizzare lacquisto di Toremar da parte di Onorato
Moby dovrà rinunciare a 12 corse
Valentina Landucci
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Un traghetto della Toremar durante la navigazione La compagnia obbligata a scambiare i propri orari con le concorrenti
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PORTOFERRAIO. Moby può comprare Toremar ma per evitare che assuma una posizione dominante sul mercato dovrà rinunciare ad alcune corse. Almeno 6 slot (cioè 12 corse tra andata e ritorno). Lo ha deciso l'Antitrust appena 24 ore fa e c'è chi è già pronto ad approfittarne. Una richiesta di acquisizione di quegli spazi portuali è stata inoltrata ieri da Snav. Il provvedimento. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato, alla quale si sono rivolte per reclamare maggiore concorrenza le compagnie Forship (Corsica e Sardinia Ferries), Toscana di Navigazione e Blu Navy, insieme all'associazione albergatori dell'Elba, prevede in sostanza che la compagnia di Vincenzo Onorato, una volta acquisita Toremar, possa controllare non più del 66% - attualmente la percentuale sarebbe dell'80% - dei traffici sul canale di Piombino diretti a Portoferraio. E siccome gli slot Toremar sono "intoccabili" perché da essi dipende la garanzie del servizio pubblico e della continuità territoriale, Moby dovrebbe fare a meno di una parte dei propri spazi portuali: oggi il 39% del totale, ma già da domani - visto che il provvedimento dell'Antitrust entrerà in vigore già dalla stagione 2011 e resterà valido fino al 2016 - potenziamente riducibili al 24%. Ma non è tutto. Sempre nell'ottica della garanzia della concorrenza Moby, afferma l'Antitrust, dovrà rendersi disponibile a scambiare - senza limite alcuni - i propri orari con quelli dei soggetti concorrenti, a cominciare da chi già opera sulla tratta, al fine di assicurare loro la possibilità di pianificare collegamenti tecnicamente e economicamente sostenibili. Contemporaneamente la compagnia di Onorato, acquisita definitivamente Toremar, non potrà partecipare a bandi per l'assegnazione di nuovi slot (là dove le procedure dell'Autorità portuale prevedano l'assegnazione di non più di cinque nuove corse). Di contro però l'individuazione di questi nuovi slot darà alla Balena Blu la possibilità di non rinunciare a propri spazi portuali (i sei previsti dall'Antitrust) ed in ogni caso sarà legittimata a non cedere alcuno slot se ciò consentisse ad uno dei soggetti concorrenti di superare percentualmente la propria quota di mercato (cioè quella del 24% stabilito dall'Antitrust). Insomma un colpo al cerchio e una alla botte la cui logica, però, è solo apparentemente semplice. Il punto di partenza. L'Antitrust, infatti, non sembra particolarmente interessata al numero di slot controllati (tra Moby e Toremar) da Vincenzo Onorato. E' irrilevante se la rinuncia di Moby a 12 corse da e per Portoferraio sia molto o sia poco. Per l'Autorità è una misura sufficiente - e tanto basta - a garantire la possibilità che sulla linea Piombino-Portoferraio ci sia concorrenza, cosa che Moby non può ostacolare - vedi gli obblighi imposti dall'Antitrust mitigati dall'assicurazione che nessuna compagnia avrà più slot di Onorato - e che i concorrenti hanno il diritto di chiedere direttamente a Moby, sia attraverso la rinuncia ad alcuni spazi portuali da parte della Balena Blu, sia tramite lo scambio degli orari dove lo richiedano esigenze tecniche e commerciali. Ovviamente la domanda di spazi da parte delle concorrenti dovrà essere motivata. E qui si inserisce il principio chiave che ispira il provvedimento dell'Antitrust ed è a base del diritto alla concorrenza delle altre compagnie: ciascuna società, diversa dal gruppo Moby-Toremar che voglia effettuare servizi di collegamento con l'Elba deve poterlo fare in condizioni di sostenibilità economica, cioè usufruendo di un numero e di una tipologia di slot che assicurino un guadagno. Insomma deve essere data la possibilità a ciascun concorrente di acquisire una «dimensione minima efficiente», come la definisce l'Antitrust, per operare sul canale di Piombino senza doverci rimettere. Di fatto quello che sostengono da tempo Forship e Blu Navy, quest'ultima l'unico concorrente di Moby già in linea ma con poche e poco appetibili corse. Le questioni aperte. La domanda a questo punto è legittima: quanti slot deve avere una compagnia per raggiungere la «dimensione minima»? Sei, otto, dieci? L'Antitrust non lo chiarisce e lascia intendere che sarà il mercato a regolare autonomamente questa misura. C'è poi un'altra questione. Le dimensioni di operatività minime tengono conto anche del mantenimento o comunque della previsione di corse invernali, essenziali per i residenti, o solo di quelle estive? La logica della sostenibilità economica adottata dall'Antitrust, infatti, non sembra prendere in esame il tema dei servizi, in termini di qualità, quantità e prezzo, per l'utenza, ma si concentra piuttosto sulle esigenze imprenditoriali delle parti: Moby da un lato e i possibili concorrenti dall'altro. Ed infine un altro aspetto non secondario. L'Antitrust dice esplicitamente che le compagnie concorrenti dovranno fare richiesta - motivandola - degli slot o dei cambi di orario direttamente a Moby. Chi valuterà queste richieste? La sola Moby o anche l'Autorità portuale deputata, fino ad oggi almeno, alla ripartizione degli slot tra le compagnie nell'ambito delle programmazioni annuali? Oppure le richieste non saranno valutate affatto e Moby non potrà che accettarle? A questo proposito è interessante che a poche ore dal pronunciamento dell'Antitrust ci sia già una compagnia, Snav, a farsi avanti. E possiamo stare certi che non sarà l'unica.
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