Sicurezza
«La crisi non è finita ma i Comuni non ci ascoltano»
Cna passa all'attacco: poca partecipazione e molte inadempienze sui pagamenti
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Meno 20% nei fatturati, tra il 5 e il 10% la riduzione del numero degli adetti ma soprattutto un futuro incerto con un calo del 30% degli ordini. E' la situazione che vivono le piccole e medie imprese della Cna in Provincia di Livorno delineata dal pesidente provinciale dell'associazione, Diego Nocenti, dalla vice presidente Angela Ghilli e dal direttore, Mario Valtriani. E anche se all'Elba le imprese hanno sofferto un po' meno, come precisa Maurizio Serini, a capo della Cna isolana, ciò non toglie che il settore abbia bisogno di sostegni, non solo economici, da parte delle banche, favorendo l'accesso al credito, e dei Comuni.
Questi ultimi - rileva Cna - si sono dimostrati spesso latitanti, lontani dalle esigenze del tessuto produttivo e addirittura inadempienti rispetto ai pagamenti delle imprese alle quali hanno appaltato i lavori. Un caso su tutti? Il Comune di Porto Azzurro, secondo quanto riferisce Serini, che con difficoltà paga le imprese nei tempi previsti (ci sono aziende che attendono da anni i compensi), rifiuta il confronto con le categorie, non tiene conto delle richieste che arrivano dal mondo produttivo. Porto Azzurro è un caso, ma non è l'unico. «Eccetto Portoferraio - spiega Serini - nessuna delle amministrazioni ha dato seguito alla richiesta di istituire un albo dei fornitori, garanzia di trasparenza e opportunità di lavoro e quindi di crescita per le imprese». E lo stesso vale per le occasioni di partecipazione offerte alle categorie «che abbiamo sperimentato a Portoferraio nel caso del progetto per il nuovo fronte mare - continua Serini - ma che altrove non ci sono».
Tutto ciò dimostra, secondo Cna, una scarsa attenzione a un comparto fondamentale dell'economia locale le cui difficoltà si moltiplicano a causa della frammentazione amministrativa dell'isola, sottolineata anche dalla coordinatrice dell'associazione Manuela Minelli. «Non è un caso - prosegue Serini - che venga dalle categorie la richiesta di una semplificazione amministrativa del territorio tramite la nascita del Comune unico». Serini plaude ai tentativi di superare le divisioni, come l'intesa per la gestione associata sul turismo «che deve concretizzarsi quanto prima». Ma al contempo non si accontenta e chiede progettualità. «Non basta - continua - chiedere aiuto al governo, come fatto da alcune categorie nei giorni scorsi. Dobbiamo proporre soluzioni».
Questi ultimi - rileva Cna - si sono dimostrati spesso latitanti, lontani dalle esigenze del tessuto produttivo e addirittura inadempienti rispetto ai pagamenti delle imprese alle quali hanno appaltato i lavori. Un caso su tutti? Il Comune di Porto Azzurro, secondo quanto riferisce Serini, che con difficoltà paga le imprese nei tempi previsti (ci sono aziende che attendono da anni i compensi), rifiuta il confronto con le categorie, non tiene conto delle richieste che arrivano dal mondo produttivo. Porto Azzurro è un caso, ma non è l'unico. «Eccetto Portoferraio - spiega Serini - nessuna delle amministrazioni ha dato seguito alla richiesta di istituire un albo dei fornitori, garanzia di trasparenza e opportunità di lavoro e quindi di crescita per le imprese». E lo stesso vale per le occasioni di partecipazione offerte alle categorie «che abbiamo sperimentato a Portoferraio nel caso del progetto per il nuovo fronte mare - continua Serini - ma che altrove non ci sono».
Tutto ciò dimostra, secondo Cna, una scarsa attenzione a un comparto fondamentale dell'economia locale le cui difficoltà si moltiplicano a causa della frammentazione amministrativa dell'isola, sottolineata anche dalla coordinatrice dell'associazione Manuela Minelli. «Non è un caso - prosegue Serini - che venga dalle categorie la richiesta di una semplificazione amministrativa del territorio tramite la nascita del Comune unico». Serini plaude ai tentativi di superare le divisioni, come l'intesa per la gestione associata sul turismo «che deve concretizzarsi quanto prima». Ma al contempo non si accontenta e chiede progettualità. «Non basta - continua - chiedere aiuto al governo, come fatto da alcune categorie nei giorni scorsi. Dobbiamo proporre soluzioni».
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