Il Tirreno

C’è anche una lode, quella di Alice Mazzei, diplomata allo scientifico e innamorata della danza

Maturità, sette ragazzi da cento Studio, passioni e incertezze per il futuro

Sonia Massaro
Studenti impegnati nelle prove scritte della maturità
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Studenti impegnati nelle prove scritte della maturità

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 PORTOFERRAIO. Altro che quote rosa e lotte per la parità dei sessi. Le studentesse elbane pare non ne abbiano bisogno, almeno a scuola. Si sono dimostrate un passo avanti ai loro colleghi maschi. Dei sette studenti che quest'anno alla maturità hanno portato a casa l'agognato cento, sei sono donne.  E una di loro ha fatto anche di più. Alice Mazzei si è diplomata con 100 e lode: l'unica di entrambi gli istituti superiori dell'isola che ha conseguito la maturità scientifica con il massimo dei voti. «Non me l'aspettavo - dice la neodiplomata - puntavo ad un cento perchè comunque arrivavo all'esame con una media alta, è stata una bella sensazione. La prova che mi spaventava di più era la seconda, quella di matematica, come per molti dei miei compagni e, credo di poter generalizzare, un pò per tutti gli studenti italiani». L'argomento della sua tesina è stato l'enigma, in particolare l'approccio che con questo hanno la filosofia, l'arte e la scienza, ma le sue idee appaiono invece ben chiare: «ho intenzione di continuare gli studi. Andrò all'università a Pisa. Ancora non ho scelto precisamente cosa fare, sono orientata verso le facoltà scientifiche, soprattutto su ingegneria civile». Alice non ha intenzione di fermarsi un attimo. «Quest'estate - racconta - continuerò a coltivare la mia passione per la danza e, tra qualche settimana, comincerò a prepararmi per i test d'ingresso». La ragazza oltre alla scuola e ai libri ha la passione per la danza, «la pratico ormai da 13 anni - dice - e sono forse il rigore e la disciplina che questa mi ha insegnato ad avermi aiutato ad impegnarmi nello studio. La danza è un arte, va coltivata giornalmente, stavo in sala prove tre ore al giorno, poi tornavo a casa e studiavo».  Anche Veronica Geri si è diplomata allo scientifico e il 100 «più o meno me l'aspettavo - dice - mi sono sempre impegnata molto». Studia pianoforte dall'età di sei anni, la musica e la scuola l'hanno completamente assorbita. «Vorrei tentare il test per entrare a medicina. Non ho ancora deciso però - confessa - perchè stavo pensando anche al conservatorio». Per Irene dell'Anna invece il cento (sempre allo scientifico) «è stata una bella sorpresa, più che atro ci speravo», adesso si riposa e pensa al futuro «voglio andare all'Università, ma ancora non ho scelto cosa». Gli sono sempre piaciute le materie scientifiche «ma quest'anno - afferma - ho riscoperto l'interesse per la storia. Forse mi ha appassionato di più perchè più vicina ai giorni nostri. Anche l'astronomia mi piace molto». La sua tesina infatti parlava dell'atomo, toccando l'argomento delle reazioni nucleari all'interno delle stelle.  A Michela Parrini, altra giovane da 100, piaccino i libri di Saviano, l'ultimo che ha letto è "Vieni via con me". Per lei dopo la maturità è subito cominciato il lavoro stagionale ma ha tutta l'intenzione di continuare a studiare. «Mi piacevano storia, storia dell'arte e geografia astronomica. Adesso deciderò cosa fare, ci sto sempre pensando».  Appassionata di letteratura e filosofia, con un amore particolare per Schopenhauer, è Violetta Amore, l'unica diplomata al classico con 100. Ha messo in cantiere un viaggio a Parigi con gli amici, intanto lavora, non si preoccupa troppo del futuro e balla «faccio danza classica da dodici anni» racconta. Dell'esame «a mettermi maggiormente in difficoltà è stata la seconda prova, quella di latino. Era una versione di Seneca molto difficile».  Al Cerboni i due "centisti" sono Valerio Costa ed Egle Dini. Concordano nel ringraziare i loro prof (entrambi hanno fatto geometri) perchè molto capaci e preparati, ma anche i membri della commissione esterna, persone tranquille e disponibili. Valerio il prossimo anno dovrà districarsi fra gli studi universitari «vorrei fare architettura o ingegneria navale. Faccio vela e adoro il mare». E' suo, ad esempio, il progetto "Vele nel Vento" per gite in barca a vela per ragazzi con diversi tipi di disabilità. «L'Asl ha fatto un concorso per un progetto sulla salute, in collaborazione con la scuola - dice Valerio - ha vinto il mio e così abbiamo appena ricevuto i fondi per realizzarlo. Partirà il prossimo anno». Eagle invece è una delle poche ad avere già le idee ben chiare «farò ingegneria edile a Firenze». Come altri suoi compagni quest'anno ha dovuto sospendere le attività sportive per concentrarsi sui libri «facevo pallavolo, ma ho dovuto smettere, giocavo nella squadra di Porto Azzurro e sono di Marina di Campo. Perdevo un sacco di tempo negli spostamenti».

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