Sicurezza
È archiviata la pratica per amministratori e tecnici del Comune di Capoliveri
Case peep a Lacona, tutti assolti
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Alcuni degli edifici del Peep di Lacona che era finito sotto inchiesta Nessuna irregolarità nei sessanta alloggi compresi quelli del Pino
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LACONA. Non ci sono colpevoli. Il reato non sussiste. Tutti assolti amministratori e tecnici del Comune di Capoliveri. Ci sono voluti sei anni per mettere la parola fine ad una vicenda giudiziaria iniziata nel 2005. Tutto legato ad un maxi lotto di appartamenti, in totale sessantadue alloggi, costruiti a Lacona e nella zona de Il Pino. Si è conclusa così la vicenda giudiziaria che aveva coinvolto, a vario titolo, sette fra amministratori e tecnici del Comune di Capoliveri, oltre a cinque fra responsabili tecnici e amministrativi di due cooperative edilizie. Una storia iniziata nell'ottobre del 2005. Una vicenda legata a sessantadue alloggi e un locale commerciale. Furono realizzati dalle cooperative follonichesi Casabella e Colombaia e dal Consorzio Etruria. Alloggi che hanno preso forma sia nella frazione balneare del Comune che in un'area dello stesso perimetro del paese di Capoliveri. L'inchiesta era stata aperta dal pubblico ministero Gianfranco Petralia, che aveva chiesto, a suo tempo, il rinvio a giudizio di 12 persone. Tutto ruotava intorno all'accusa che gli alloggi Peep sarebbero stati, in gran parte, case di vacanze realizzate in aree di pregio turistico. Le accuse andavano dall'abuso d'ufficio al falso in atti pubblici nella realizzazione dei due piani di edilizia economica e popolare. Per il pm Petralia, le cooperative Casabella e le Colombaie, presiedute da Paolo Salvadori, non avrebbero avuto i requisiti per l'assegnazione delle aree a Lacona, dove sono stati realizzati 30 alloggi consegnati ai soci nel giugno 2004. Gli alloggi in località il Pino, invece, sono stati costruiti dal Consorzio Etruria. Secondo l'accusa, però, il numero di quelli realizzati sarebbe stato superiore a quello che era stato stabilito dal bando di gara regionale che l'azienda si era aggiudicata: da 18 a 32. Molti i capi d'accusa, dall'abuso d'ufficio al falso in atti pubblici, contestati agli indagati per diverse responsabilità. Ora il tribunale di Livorno ha messo la parola fine. Tutti assolti "perché il fatto non sussiste". Ben dodici assoluzioni. Per il Comune di Capoliveri quattro amministratori - Ruggero Barbetti, Andrea Gelsi, Carlo Cardelli e Claudio Della Lucia - e tre tecnici, l'architetto Federica Messina, l'ingegner Carlo Alberto Ridi e il segretario comunale Giovambattista Fratini, per il Consorzio Etruria i dirigenti Armando Vanni e Ciro Paradisi e il tecnico Roberto Lasi, per la Coop Casabella il presidente Paolo Salvadori e il progettista ingegner Marco Rodriguez. «Esprimo soddisfazione per l'esito di questa vicenda - ha commentato il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti - ho sempre avuto il massimo rispetto per il lavoro svolto dai magistrati, ed ero fiducioso di poter dimostrare la nostra estraneità ai fatti che ci erano stati contestati».
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