Il dolore
Dopo il crollo del tetto di venerdì sera, ieri imprese subito al lavoro per limitare i disagi
Sghinghetta, allarme rientrato
Baldo Puccini
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Il tetto crollato e i soccorritori che aiutano gli sfollati; sotto il sindaco Roberto Peria La Casalp assicura interventi di risanamento anche nelle altre case popolari
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PORTOFERRAIO. Gli operai delle imprese Monni e Paglia hanno iniziato a lavorare di prima mattina. Una corsa contro il tempo per cercare di ridurre al minimo i disagi. Quelli delle famiglie che vivono in uno dei palazzoni della Sghinghetta. Alloggi popolari, occupati da nove famiglie, 18 persone in tutto, che venerdì notte sono state evacuate in tutta fretta. Una parte del tetto è crollata, 150 metri complessivi, come risulta dall'ispezione fatta ieri mattina, per un danno all'edificio che, in meno di due settimane, verrà ripristinato. Presto almeno sei famiglie, quelle che occupano il piano terra e il primo piano potrebbero rientrare nei loro appartamenti. Dovranno attendere qualche giorno, invece gli occupanti dell'ultimo piano, tre famiglie prima di rientrare a casa. «Motivi precauzionali - dice il sindaco Roberto Peria - anche se non si sono verificati danni all'interno delle loro abitazioni». Tutto è stato causato dal peso dell'abbaino che è in corrispondenza della tromba delle scale. Una struttura di quasi una tonnellata di peso che poggiava su vecchi travetti del tipo Magona che si sono collassati provocando una bolla che ha interessato un'area di 150 metri quadrati come hanno accertato ieri mattina anche i tre tecnici di Casalp che sono giunti a Portoferraio. Non si sono verificati danni ai solai che hanno trattenuto tutto il materiale che è crollato e che, già ieri, da parte delle due ditte interessate, Monni e Paglia, è stato quasi in parte eliminato. Recuperati, intatti, anche tutti gli embrici. Il danno ha coinvolto una parte della struttura del tetto che non era stata interessata dai lavori che erano stati fatti lo scorso anno a questo palazzo e che si erano fermati proprio per l'ostacolo derivato dal grosso abbaino che, nel pomeriggio di ieri, anche grazie all'intervento di una grossa gru è stato definitivamente rimosso. Dice Peria: «Abbiamo avuto assicurazioni da parte dei tecnici di Casalp che verranno fatti altri interventi di risanamento non solo a questo ma anche agli altri palazzi Casalp che si trovano alla Sghinghetta. Interventi preventivi ma, a questo punto, necessari anche per dare tranquillità e sicurezza a tutti gli abitanti».
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