Finanza
CENTRO STORICO
Anna Lo Cascio (Piombino)
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CENTRO STORICO Strade e piazze, un bene comune Ho letto su "Il Tirreno" di domenica 10 luglio l'articolo riguardante il centro storico, mi preme esprimere alcune considerazioni in quanto cittadino residente. I disagi per gli abitanti siano evidenti e pesanti nel periodo estivo ed il tentativo di minimizzarli appare fuori dalla realtà. Gli amministratori locali non possono giustificare la trasformazione di una zona abitata della città in discoteca all'aria aperta o in un'area di distribuzione di cibi e bevande (per lo più alcoliche), con la motivazione che i giovani sarebbero contenti! Intanto questa affermazione è del tutto gratuita e poi il compito di chi governa la città dovrebbe essere anche quello di dare un indirizzo al tipo di sviluppo turistico da dare al territorio, ad esempio valorizzare la bellezza paesaggistica; se l'impostazione invece è quella dello sballo non ci possiamo meravigliare che il risultato sia quello che vediamo ogni mattina nelle vie e piazzette del centro storico usate come wc. Mi piace ricordare che le strade e le piazze (anche piazza Bovio) sono un bene comune e come tali dovrebbero essere fruibili da tutti rispettando le esigenze di chi ci abita ed ha diritto anche al riposo tutelato per legge e di cui dovrebbe farsi garante il sindaco. Paolo Volpi (Piombino) PRINCIPESSA Strada più pericolosa con la pista ciclabile In merito alla nuova pista ciclo-pedonale realizzata lungo la via della Principessa, ogni giorno si leggono pubbliche lamentele di cittadini, autisti e di quanti qui devono transitare. Spero che in fase progettuale abbiano tenuto conto della larghezza delle nuove carreggiate riferite sia alla larghezza del vari mezzi in transito (bus, camion, roulotte) sia alla situazione estiva del parcheggi. Se per gli amministratori è tutto nella normalità, la nuova pista non ha modificato gli indici di pericolo, cioè le probabilità d'incidente non sono aumentate per il restringimento delle corsie, lo dichiarino. Se invece, come sostiene, un gran numero di persone, i rischi sono molto maggiori di prima, sappiano che le parti coinvolte potranno chiamare in causa come corresponsabile il comune di competenza. Altra considerazione: dal momento che la pista ciclabile è già allungata perché non renderla obbligatoria per tutti i ciclisti? Abbiamo notato che alcuni utilizzano la nuova pista, mentre altri transitano sulle normali corsie, rendendo ancor più pericoloso il transito del mezzi costretti al sorpasso. Un'ultima considerazione per la cordonatura in cemento manufatto che divide la pista ciclabile dalle normali corsie; a questo scopo mi limito a citare cosa dice l'articolo del Regolamento di attuazione del nuovo Codice della della strada: «Le cordonature longitudinali divisorie di corsie debbono essere saldamente fissate al suolo, debbono consentire il deflusso delle acque e debbono avere un profilo tale da consentirne il facile sormonto, senza pericolosità, in caso di necessità eventuali». Ognuno, dopo averli osservati, tragga le proprie conclusioni. Giorgio Pei (San Vincenzo) SANITÀ Visite più lunghe se a pagamento Vorrei replicare a quanto dichiarato dalla signora Pacchini con l'articolo pubblicato in cronaca di Piombino il giorno 14 Luglio: leggendo l'articolo mi sono chiesto se la signora Pacchini vive a Piombino o altrove o se mai avesse avuto bisogno di prestazioni specialistiche. Noi cittadini ci dobbiamo sentire soddisfatti per i servizi sanitari ricevuti con i ritardi che che tutti hanno toccato e stanno toccando con mano? Occorrono mesi e mesi per una ecografia, molto di piu per una tac o una risonanza magnetica per poi non parlare di ecocardiogrammi e mammografie oppure di certe visite specialistiche. Certo che funziona molto bene il servizio di Intramenia... a pagamento... col quale la nostra Asl garantisce al medico maggiori vantaggi con le visite dei pazienti a pagamento piuttosto che durante l'orario di lavoro presso l'ospedale; e meno male che molti seguono questa strada perché altrimenti se tutti aspettassero il servizio sanitario per le prestazioni la lista sarebbe ancora piu lunga. Quindi finché il paziente si paga la prestazione va tutto bene... Il servizio sanitario funziona bene, ma se non ha i soldi per pagare è un bel problema; spesso, e purtroppo non volentieri, il paziente non ne ha più bisogno perché non giunge in tempo all'appuntamento... il suo decesso ha reso libero un posto nella lista. La professione medica una volta era una delle cose più nobili mentre oggi il dio denaro l'ha resa una forma di arricchimento ed il paziente, per molti professionisti del settore, è diventato un pollo da spennare (se ha soldi) o da evitare (se non abbiente). E' sufficiente fare una visita specialisitca per rendersi conto della differenza tra visita a pagamento (90 - 120 euro) e visita ambulatoriale con il versamento del solo ticket (18 euro circa) si passa da circa 20 minuti per la visita privata a pagamento ai pochissimi minuti (talvolta anche 3 minuti cronometrati) per quella di cui si paga il solo ticket. Certamente non tutti si comportano allo stesso modo e non sta a me dire chi come e quando questo è successo (anche se ho toccato con mano quanto sto scrivendo) ma è la direzione sanitaria che deve vigilare e controllare se non dare un codice etico comportamentale. Ho avuto l'opportunità, mio malgrado, di verificare in altra regione posso assicurare che i tempi di attesa sono notevolmente inferiori a quelli attuali nella nostra regione e quindi non è il caso di pubblicare articoli così trionfali, anzi mi adopererei affinché i nostri cittadini avessero servizi migliori perché stare male e avere bibliche attese per potersi curare è veramente una cosa vergognosa. Adriano Della Schiava (Piombino) VITA E LAVORO Grazie a Franceschini per il sostegno Affrontare la vita e il lavoro quando si hanno problemi di salute seri, non è facile. Non è facile incontrare persone disponibili ad aiutarti anche a mantenere diritti che, con la malattia, sembrano destinati a rimanere sulla carta. Per questo intendo ringraziare pubblicamente il dottor Dino Franceschini per il sostegno che mi ha dato.
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