Il Tirreno

Imprese, il sistema sull'orlo del precipizio

Luca Centini
Marco Valtriani
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Marco Valtriani

Allarme Cna: il 20% delle aziende rischia la chiusura entro l'anno

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 PIOMBINO. «Il 15-20% delle nostre imprese rischia la chiusura entro la fine dell'anno». Non è una bella fotografia, quella scattata da Cna sullo stato di salute delle piccole e medie imprese della Val di Cornia. L'accordo sul debito Lucchini dà un minimo respiro alle imprese dell'indotto, ma non basta a dare certezze per il futuro e, soprattutto, a frenare il trend negativo che - nel 2011 - rischia di affondare il sitema delle imprese.  A lanciare l'allarme è il direttore provinciale di Cna, Marco Valtriani. «Siamo vicini a un punto di rottura - dichiara, dati alla mano, Valtriani - nei primi sei mesi del 2011 si registra in Provincia una flessione occupazionale del 5-10%, il fatturato delle imprese è ridotto almeno del 15-20%. E in questi mesi gli ordini sono in calo del 30%. Non so quanto si possa andare avanti a queste condizioni». I dati della Val di Cornia rispecchiano il quadro di tutta la provincia. Con la conferenza stampa di ieri l'associazione ha voluto fare un appello agli enti e alle istituzioni, richiamando l'attenzione sul mondo delle imprese prima che la situazione precipiti. «E' il momento di fare qualcosa per le aziende - dice il presidente provinciale di Cna Diego Nocenti - o il sistema rischia il collasso». Cna chiede interventi risoluti, diretti alle principali criticità che mettono a rischio la tenuta del sistema.  L'accesso al credito è uno dei problemi più gravi. «Le banche non concedono prestiti, non hanno fiducia nelle imprese - spiega Nocenti - nonostante l'attività del consorzio Fidi, le difficoltà sono enormi». A ciò si aggiunge il patto di stabilità che blocca le risorse delle amministrazioni comunali e, di fatto, limita le possibilità di lavoro delle imprese. «Purtroppo è un gatto che si morde la coda - racconta il direttore Valtriani - il patto di stabilità fa in modo che si liberino meno risorse sul territorio e al tempo stesso incide sui tempi dei pagamenti. Piombino paga entro termini accettabili, a San Vincenzo e Campiglia meno. In alcuni casi si devono attendere mesi per essere pagati».  In questo modo le aziende sono pagate in grave ritardo, mentre sono già in difficoltà nell' ottenere credito dalle banche. «Questi problemi, sommati ai dati negativi dei primi mesi del 2011 - aggiunge Valtriani - danno forma a una miscela esplosiva per le imprese».  Ciascun territorio ha problematiche specifiche. In Val di Cornia gli addetti delle piccole e medie imprese iscritte a Cna sono 1.481 addetti, 899 dipendenti e 582 imprenditori. Piombino conta 799 addetti nelle imprese Cna, 530 son gli addetti a Campiglia-Suvereto e 152 a San Vincenzo. I responsabili locali di Cna Riccardo Gucci, Emanuela Minelli e Riccardo Incerti fanno il quadro del territorio. Se a Piombino la crisi Lucchini ha portato decine di imprese sull'orlo del baratro, anche i dati sul turismo 2011 a San Vincenzo non sembrano incoraggianti.  Il dilagare del lavoro nero è invece un problema comune per la Val di Cornia.. «Abbiamo fatto una denuncia sul tema già a marzo a tutte le autorità competenti - spiega Minelli - ma le risposte sono desolanti. Sembra che nessuno abbia la vera intenzione di risolvere il problema».  L'ultimo punto critico è legato ai tempi troppo lunghi che le imprese impiegano per ottenere le autorizzazioni. «Nascono comitati del no per ogni progetto - sostiene il direttore Valtriani - per portare a termine un intervento occorrono anni. Così non si può andare avanti».

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