Attenzione
Dalla vendita la Lucchini ricaverà 300 milioni. Poco meno della metà resterà in cassa, il resto andrà ai creditori
Ascometal, affare fatto con Apollo
Giorgio Pasquinucci
◗
Lo stabilimento e a sinistra Marcello Calcagni Intanto Mordashov dà l'ok alle banche. Entro luglio i primi soldi
3 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Giornata importante per la Lucchini. Da Mosca è infatti arrivata all'ad Marcello Calcagni la lettera di accettazione da perte degli azionisti (Mordashov per il 50,2% e Severstal per il 49,8%) dei principali punti dell'accordo già approvato all'unanimità dalle banche creditrici. Intanto sul fronte francese è stato raggiunto l'accordo per la vendita della controllata Ascometal al fondo Apollo per 300 milioni più 100 per il ripianamento del debito. A nove giorni dall'accordo raggiunto tra le banche davanti al tavolo del ministero dello Sviluppo economico, l'accettazione da parte degli azionisti apre dunque la strada agli altri passi fondamentali di questa vicenda, cioè la consegna del piano "asseverato" dalla dottoressa Stefania Chiaruttini al tribunale di Milano, che conciderà con lo sblocco delle prima tranche del prestito ponte di 126 milioni di euro (78 in liquidità e 48 in lettere di credito). Il deposito del piano potrebbe già avvenire nei primi giorni della prossima settimana ed entro la fine del mese la Lucchini potrebbe incassare la metà del prestito. Il resto arriverà a settembre-ottobre con l'omologazione del piano. Sorprende intanto la velocità con la quale è stato chiuso l'accordo per la cessione di Ascometal, anche se di fatto i margini della trattativa erano limitati dall'offerta vincolante degli americani. Apollo, che nel mondo gestisce un patrimonio di 70 milioni di dollari, per concludere l'affare ha utilizzato una società francese di sua proprieta la "BdCo". La Lucchini dichiara di voler utilizzare i proventi della vendita per ridurre l'indebitamento a fronte dei nuovi affidamenti bancari, per soddisfare i creditori e per la gestione della società. Come sarà divisa la torta è un dato che si vuol mantenere riservato, probabilmente ancora oggetto di una trattativa tra il board della società e le banche. Secondo indiscrezioni, tuttavia, nelle casse Lucchini dovrebbe restare poco meno del 50%. Il sindacato però insiste su questo fronte. Esprimendo la sua soddisfazione per le novità di ieri, il segretario della Fiom Luciano Gabrielli afferma: «È importante che una parte consistente del ricavato sia utilizzata per rilanciare la produzione dello stabilimento». Della stessa opinione è il segretario della Uilm Vincenzo Renda, secondo il quale «ci sono ora le condizioni per fare gli investimenti necessari, in particolare sul treno rotaie». La nuova liquidità e il congelamento del debito per 7 anni, secondo Renda possono rendere di nuovo compettivo lo stabilimento che, pur in questa difficile situazione, sembra riesca a guadagnare 3-4 milioni al mese. «Ancora poco rispetto alle potenzialità e a quanto riescono a fare altri Gruppi europei - sostiene Renda - ma è comunque la dimostrazione che ci sono le condizioni per rilanciare la fabbrica». Soddisfazione per l'accordo col fondo Apollo è espressa dall'ad Lucchini Marcello Calcagni: «L'accordo garantirà ad Ascometal una prospettiva di consolidamento e sviluppo e permetterà alla Lucchini di ridurre il proprio indebitamento e avere la liquidità che serve per avviare da subito la ricerca di una partnership industriale per gli stabilimenti italiani». L'accordo è stato salutato anche da Garteh Turner, senior partner di Apollo management. «Ascometal è una società di eccellenza nel settore dell'acciaio. Il nostro investimento è coerente col nostro approccio, teso a investire in settori di cui abbiamo significativa conoscenza ed esperienza e in società nelle quali crediamo di poter creare valore». Ascometal, già di proprietà della famiglia Lucchini, era passata sotto il controllo dei russi della Severstal nel 2005. In Francia ha 4 stabilimenti e un centro servizi che, con 2.370 dipendenti e una produzione di circa 800mila tonnellate all'anno, muovono un fatturato di 700mila euro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
