Il Tirreno

«Accordi disattesi, Sel inaffidabile»

Valerio Fabiani e Ilio Benifei
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Valerio Fabiani e Ilio Benifei

I segretari dei partiti di maggioranza duri con Sinistra, ecologia e libertà

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PIOMBINO. «Se Sel intende lavorare per l'unità del centrosinistra in Val di Cornia, il centrosinistra della Val di Cornia è pronto a misurarsi con quel partito. Attendiamo un segnale in questa direzione quanto meno dall'inizio di questa legislatura e cioè a partire da quando quel partito, a differenza di tutti noi, ha deciso a Campiglia e a San Vincenzo di sostenere liste contrapposte al centrosinistra». E' dura la reazione di Valerio Fabiani (Pd), Stefano Ferrini (Psi), Andrea Serni (Idv) e Paolo Pedroni (Comunisti Italiani) alle ultime dichiarazioni di Ilio Benifei, coordinatore di Sel, «prese di posizione - dicono i 4 dirigenti del centrosinistra - che rivelano contraddizioni sulle quali Sel avrà modo di chiarire in un percorso di confronto che auspichiamo si apra nel più breve tempo possibile perché i problemi dei cittadini di questo territorio sono molti e vorremmo che questi, e non questioni legate a posti in giunta o altro, fossero il terreno di confronto».  Quindi una replica ad alcuni punti sollevati da Sinistra, ecologia e libertà: «Proprio sul tema infrastrutturale se oggi siamo vicini ai cantieri per la realizzazione della 398, lo si deve al lavoro dei nostri amministratori e del sindaco Gianni Anselmi in primo luogo, che è riuscito a far confermare la 398 fino al porto nel progetto dell'autostrada Tirrenica e all'interno di un importante accordo Stato-Regione. Oltre a Piombino anche negli altri Comuni della Val di Cornia si è lavorato e si continua a farlo per sciogliere nodi che riguardano la questione del pedaggio e della viabilità alternativa. Per queste ragioni vorremmo che venisse sanata l'anomalia rappresentata da questa disomogeneità nelle maggioranze che governano la Val di Cornia».  Fabiani, Ferrini, Serni e Pedroni sostengono poi che «vi sia un problema di serietà e di affidabilità dei partiti e quindi di rispetto degli accordi che quegli stessi partiti hanno siglato. A livello provinciale c'è un documento firmato da tutti noi, Sel compresa, nel quale insieme ci impegniamo ad aprire un confronto sulle condizioni che si sono create nel territorio, alla luce della crisi e delle sue ricadute sociali. In questo documento ci si impegna a rilanciare il centrosinistra a partire da quei Comuni in Provincia di Livorno in cui la coalizione non è unita. È davvero difficile siglare accordi fra i segretari provinciali dei partiti che il giorno dopo vengono smentiti da altri dirigenti locali, di uno di quegli stessi partiti firmatari che dichiarano addirittura che "non ci sono accordi di maggioranza che tengano". In tutte le organizzazioni gli iscritti devono contare, e noi aggiungiamo che dovrebbe contare anche l'indirizzo degli elettori, i quali chiedono al centrosinistra uno sforzo di unità per poter rappresentare una reale alternativa di governo per il Paese. Ma per fare un accordo tra partiti - concludono - non si può pretendere che Pd, Idv, Psi e Comunisti Italiani parlino con tutti gli iscritti di Sel, ci vorrà pure qualcuno in quel partito che si assume la responsabilità di sottoscrivere un accordo».

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