Proteste
I genitori chiedono 5 milioni di indennizzo allAsl per «macroscopica imperizia»
Bimbo cerebroleso, parte il processo
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PIOMBINO. Prima udienza della causa civile intentata contro l'Asl dai genitori di un bimbo cerebroleso nato a Villamarina. Obiettivo, ottenere il riconoscimento dei danni per circa 5 milioni. Durante la seduta i legali dell'azienda hanno contestato l'addebito di responsabilità, sottolineando il rispetto delle linee guida individuate per i parti. Contemporaneamente hanno chiesto la costituzione in giudizio dell'assicurazione e di alcuni operatori al lavoro il giorno in cui ha visto la luce il bimbo, che adesso ha circa 4 anni. «La chiamata in causa di questi nuovi soggetti si traduce nella necessità di rispettare dei tempi tecnici. La prossima udienza si terrà in dicembre», afferma l'avvocato follonichese Stefania Tognozzi, legale dei genitori del piccolo, affetto da una paralisi cerebrale e da una forma epilettica grave che gli impediscono di condurre una vita autonoma. Per i genitori, una giovane coppia monoreddito che vive nel grossetano, le responsabilità risalgono al parto. I medici avrebbero agito con «macroscopica imperizia». Il partogramma riportato nell'atto di citazione della direttrice, Monica Calamai, indica degli orari. L'ingresso in ospedale della donna alle 6,20, la contestuale rottura delle acque, e la nascita alle 14,50. Nel mezzo, secondo le perizie di parte, elementi di grave sofferenza fetale sottovalutati. V.P.
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