La manifestazione
Lunico sfogo saranno i 60 alloggi in costruzione in via della Pace, pronti forse lanno prossimo
Poche case per oltre 300 richieste
Francesca Lenzi
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Anna Tempestini Intanto scatta la stretta sugli affitti: chi non paga finisce fuori
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PIOMBINO. Sono oltre trecento i nomi nella graduatoria definitiva, valida per tre anni, per l'assegnazione delle case di edilizia economica e popolare del comune. Ad oggi è prevista però solo la disponibilità dei sessanta alloggi, in fase di realizzazione, in via della Pace, che dovrebbero essere pronti nel corso del 2012. Oltre a tutte le abitazioni che man mano si renderanno riassegnabili. E questo in base a più motivi, come ad esempio il decesso dell'inquilino. Le trenta case sfitte che ancora non sono state consegnate in attesa del finanziamento regionale per il riordino degli appartamenti sono state già destinate nel precedente bando. «La situazione è complicata - spiega l'assessore alle politiche abitative Anna Tempestini - Sarà impossibile accontentare tutti. La lista riporta chi ha diritto all'alloggio pubblico, non chi lo avrà senz'altro. Al momento non abbiamo altri stabili in costruzione, anche perché aspettiamo il nuovo piano urbanistico: a quel punto potremo valutare altre eventuali aree dove edificare». Probabile che molti, in graduatoria, rimarranno a bocca asciutta: l'elenco è lungo, senza considerare la classifica di emergenza che prevede la concessione del 30% degli alloggi che si liberano a chi vi rientra. A essere favorite le famiglie con minori a carico. «Il contesto è pesante - afferma Tempestini - Ci sono molte persone che in crisi non riescono a pagare l'affitto finendo sfrattate. Ma non c'è risposta per tutte loro». In una situazione di forte carenza abitativa risulta fondamentale tentare un controllo sulla titolarità della casa popolare, che Casalp fa attraverso la richiesta regolare della documentazione del reddito. Verifica efficace, spesso impossibile. «La difficoltà degli accertamenti è di ordine giuridico - dice l'architetto Giovanni Grassi di Casalp - Non abbiamo alcun potere per controllare le condizioni di ogni beneficiario di alloggio pubblico e dobbiamo attenerci a quanto ci viene dichiarato dai locatari. Al massimo possiamo cercare di attivare, in casi di chiara incongruenza, altri soggetti che invece hanno competenza d'intervento, come la guardia di finanza». Al di là dei controlli, è un altro il campo sul quale l'amministrazione piombinese punta molto: «Abbiamo cambiato registro sui casi di morosità - spiega ancora Grassi - O ci sono situazioni estreme, oppure l'affitto va pagato. Su questo aspetto c'è la massima severità». Sullo stesso tenore le parole dell'assessore Tempestini: «Chi ha una casa popolare è già un privilegiato e deve pagare».
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