Il Tirreno

Zucconi interviene sul piano per case e albergo nel parco

«Rimigliano è un bene comune, occorre sospendere le decisioni e fare scelte coraggiose»

Massimo Zucconi   (Capogruppo Comune dei cittadini)
«Rimigliano è un bene comune, occorre sospendere le decisioni e fare scelte coraggiose»

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E' ormai evidente che la sciagurata decisione del 1998 di far costruire un grande albergo nel parco, per assecondare gli interessi della Parmalat, è stato un grave errore. Così com'è evidente che Rimigliano, con la tenuta agricola e la fascia costiera, rappresenta un bene comune che va ben oltre i confini comunali. Che si tratti di un bene comune lo attesta il fatto che il parco di Rimigliano fu concepito alla fine degli anni '60 da un gruppo di Comuni della costa (San Vincenzo, Castagneto, Bibbona e Cecina) con l'obiettivo di "contrastare lo sfruttamento speculativo della costa" e lasciare all'uso pubblico vasti tratti di spiagge e di pinete. Una decisione che, 10 anni dopo, costituì esempio per un altro progetto sovracomunale: quello del sistema dei parchi concepito dai Comuni di Piombino, Campiglia, San Vincenzo e Suvereto con i piani regolatori coordinati.  Quel progetto, in pochi anni, ha fatto grandi passi e oggi il sistema dei parchi rappresenta uno dei fattori di maggiore attrazione per un turismo basato sulla tutela e sulla valorizzazione dei beni comuni, culturali e paesaggistici.  La decisione del 1998 di aprire Rimigliano alla speculazione immobiliare, invece, ha fatto defilare quel parco dalle politiche di tutela. A differenza di tutti gli altri parchi, Rimigliano non è stato ancora classificato come "area naturale protetta". Se lo avessero fatto sarebbe stato impossibile prevedere dentro la tenuta agricola un albergo di 6.000 mq. e la possibilità di demolire e ricostruire gran parte degli edifici rurali dai quali sorgeranno circa 180 nuove abitazioni che, a San Vincenzo, sono seconde case.  Tutto ciò accade mentre il Comune di San Vincenzo ha deciso, nel 2009, di rivedere il proprio piano strutturale, di allinearsi alla pianificazione degli altri Comuni, di includere Rimigliano tra le aree naturali protette, di garantire che nelle campagne si faccia solo agricoltura. Tutti buoni propositi, clamorosamente contraddetti, però, dalle decisioni che stanno per assumere in via definitiva in questi giorni.  Per restituire un minimo di credibilità alla politica, occorre sospendere le decisioni su Rimigliano, mettere mano al nuovo Piano strutturale di San Vincenzo, confrontarlo con le strategie degli altri Comuni, con i nuovi indirizzi del governo regionale e assumere decisioni coraggiose coerenti con la tutela della funzione agricola e del paesaggio. Per il bene della Toscana e, ne sono certo, anche per il bene di San Vincenzo.

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