Il Tirreno

«Nessun abuso nel bosco dei Lecci»

Paolo Federighi
La struttura in costruzione e sotto il parco di Rimigliano
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La struttura in costruzione e sotto il parco di Rimigliano

Eco-mostro, per Biagi si tratta di un recupero di volumetrie. Ma il forum incalza: duna distrutta

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 SAN VINCENZO.Davanti al moltiplicarsi delle proteste nei confronti dell'amministrazione comunale sanvincenzina rispetto alla politica urbanistica, e sotto la pressione di proteste eclatanti come quella di domenica scorsa - col centro tappezzato di striscioni - il sindaco di San Vincenzo Michele Biagi ha deciso di dare la versione del Comune sulla costruzione di una palazzina nel bosco di pertinenza dell'hotel "I Lecci": per Biagi si tratta semplicemente di un recupero di volumetrie, e il progetto è stato approvato anche dalla Soprintendenza.  «Come abbiamo sempre sostenuto in questi anni - afferma Biagi - è nostra intenzione dare opportunità al territorio anche attraverso il recupero dell'esistente, tenendo al tempo stesso sotto controllo il consumo di suolo. La nostra priorità è favorire lo sviluppo delle attività produttive in ogni campo, ostacolando al contempo la speculazione. Gli interventi che vengono realizzati vanno dunque in questa direzione, favorendo attività che creino occasioni di lavoro e migliorino la qualità turistica del nostro territorio, come si è verificato in passato per gli interventi riguardanti Riva degli Etruschi o come l'approvazione da parte di questa giunta dell'intervento di miglioramento dei servizi presentato dal Garden Club».  Sull'intervento a "I Lecci", il sindaco sostiene che «riguarda il recupero di volumetrie facenti parte di un progetto di miglioramento dei servizi del Park Hotel I Lecci. Come si evince dalla documentazione presentata dalla proprietà, la "Costruzioni Ferrero" del 28 luglio 2007, il progetto prevede un miglioramento dei servizi dell'hotel attraverso la riorganizzazione dell'edificato esistente dedicato a spazio per la ristorazione, alloggi del personale e servizio bar. L'edificio in questione - prosegue Biagi - inserito in un'area occupata fin dagli anni '50 da un villaggio turistico pienamente integrato con la vegetazione esistente, trasformato nei primi anni '80 in attività turistica alberghiera, è stato realizzato in fasi successive mediante accorpamenti di edifici di diversa natura, tra cui il nucleo originario destinato a torre piezometrica e poi trasformato in alloggi del personale, al quale sono state aggiunte strutture prefabbricate poste su opportuni basamenti per superare i dislivelli».  Il sindaco spiega quindi che quella struttura «aveva una superficie complessiva di 106 mq. Il nuovo intervento prevede sia la stessa destinazione d'uso sia l'identica metratura. L'ingombro originario sarà dunque mantenuto anche nel nuovo edificio. Punto fondamentale è il mantenimento della vegetazione esistente nel pieno rispetto del parco. La commissione ambientale paesaggistica, infatti, ha richiesto nel febbraio 2010 la relazione paesaggistica e il rilievo della vegetazione circostante all'intervento per individuare eventuali variazioni. Analizzata la relativa documentazione il 21 aprile 2010, la commissione ha approvato il progetto e il 28 aprile 2010 la Sovrintendenza ha dato parere positivo». Sul vincolo idrogeologico, il sindaco sostiene che «il Circondario della Val di Cornia ha dato anch'esso parere positivo il 17 marzo 2010, dal momento che anche il Corpo Forestale non ha avanzato nessuna prescrizione in merito».  Biagi dunque cita atti e pareri, ma il Forum di centrosinistra parla invece di «pesantissime opere edilizie che hanno distrutto una porzione di duna comportando l'eliminazione di un numero consistente di alberi. Notevole è l'impatto che tale realizzazione ha avuto e avrà sulla duna, sulla vegetazione costiera, e sul paesaggio». Il Forum chiede che «visto che è ancora in itinere la variante al Piano Strutturale, il consiglio comunale prenda le distanze da quanto autorizzato relativamente a tali costruzioni con gli opportuni strumenti di legge».  Il Forum esprime inoltre «sconcerto per l'autorizzazione rilasciata a costruire sulla duna. Anche in virtù - afferma il gruppo di minoranza - del percorso di pianificazione urbanistica in atto, non escludiamo la possibilità di percorrere tutte le strade necessarie per arrivare a ingiungere la demolizione di quel manufatto».

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