Il Tirreno

Niente aiuti ai proprietari di auto, moto e barche

Niente aiuti ai proprietari di auto, moto e barche

Guerra ai falsi poveri con le nuove regole sui contributi alle famiglie meno abbienti

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PORTOFERRAIO. Non un vero e proprio redditometro ma comunque uno strumento per far sì che le risorse - mai sufficienti per tutti - stanziate dal Comune per aiutare le famiglie a basso reddito vadano davvero nelle tasche di chi ne ha più bisogno. In occasione dell'ultima seduta del consiglio comunale è stato approvato il nuovo regolamento che disciplina la concessione di contributi pubblici alle persone con difficoltà economiche.

Le modifiche apportate riguardano solo alcuni tipi di aiuti: i contributi sulla Tia, quelli per sostenere le persone costrette a recarsi fuori Elba per motivi di salute, per i farmaci e per l'esenzione dai ticket. Per chi farà richiesta di questi aiuti non sarà più sufficiente la dichiarazione patrimoniale presentata sotto forma di Isee al Comune.

Servirà comunicare (e dimostrare) di non possedere auto o moto - immatricolate negli ultimi tre anni (cioè nuove o quasi nuove) - di grossa cilindrata, di non avere la proprietà di camper o roulotte né di imbarcazioni di lunghezza superiore ai cinque metri. Possedere questi beni, infatti, indica una condizione economica tale da non giustificare (o giustificare solo parzialmente) l'accesso agli aiuti comunali che spetteranno prioritariamente a chi, invece, questi beni non ce li ha. Il sistema dovrebbe contribuire a riconoscere i falsi poveri o comunque a mettere un freno a chi si rivolge all'amministrazione per ottenere contributi ma in realtà ne ha poco bisogno.

Le modifiche apportate al regolamento erano state sollecitate nelle scorse settimane, con un'apposita interrogazione, anche dal gruppo consiliare di opposizione "Gente Comune", che aveva preso ad esempio l'iniziativa adottata in altri Comuni toscani. «Il tema - spiega l'assessore al sociale, Cosetta Pellegrini - è stato approfondito in commissione. Da tempo la nostra amministrazione stava valutando l'opportunità di inserire delle integrazioni alla tradizionale certificazione Isee ma dovevano individuare criteri utili e che fossimo in grado di far rispettare».

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