Il Tirreno

«Il Comune blocchi l'eco-mostro»

Paolo Federighi
«Il Comune blocchi l'eco-mostro»

A San Vincenzo un comitato contro una palazzina in mezzo al bosco

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 SAN VINCENZO. Ieri San Vincenzo è stato tappezzato di cartelli e fotocopie di giornali contro la struttura in cemento in fase di realizzazione all'interno del bosco adiacente l'hotel "I Lecci". Anonimi, al momento, gli autori, ma la protesta riprende quella del comitato formatosi recentemente contro la struttura, composto da decine fra residenti e turisti.  Il comitato, il cui nome è "Robin San", aveva infatti annunciato nei giorni scorsi l'eventualità di forme di protesta simili.  La struttura, una specie di palazzina rialzata a due piani, si trova a circa 30 metri dal mare, in mezzo al bosco. E' di notevoli dimensioni e in fase avanzata di realizzazione. La costruzione, di cui al momento è sconosciuta la destinazione d'uso, è visibile percorrendo il viottolo che porta alla spiaggia libera tra il "Mariva" e "I lecci". Il Comitato "Robin San" parla di «disboscamento e scomparsa della duna».  Sull'argomento è atteso per oggi un comunicato del sindaco di San Vincenzo Michele Biagi, che proverà a spiegare non solo i nodi relativi alle autorizzazioni a costruire ed al parere che sull'opera avrebbero dato la Sovrintendenza e la Forestale, ma fornità prevedibilmente anche un giudizio sull'impatto ambientale dell'opera.  La costruzione è presumibilmente iniziata alla fine del 2010, e si è protratta durante l'inverno appena trascorso, a grande velocità. La sua altezza sfiora già quella degli alberi presenti. Ieri, tuttavia, è stata coperta con teli verdi.  Il comitato "Robin San" chiede al Comune di San Vincenzo la demolizione di quello che considera appunto un eco-mostro.  Il comitato si dice «stanco dell'intollerabile cementificazione di San Vincenzo. Nonostante i giornali ne scrivano da anni sono pochi quelli che stanno combattendo per la tutela della macchia mediterranea di San Vincenzo. Ovvio che possiamo raccogliere decine e centinaia di firme, per quello che servono, per impedire questo nuovo eco-mostro, che di solito vediamo in tv in certi comuni del sud. Ma la domanda che ci facciamo sempre, qua, è la seguente: e il seguito? Qui è tutto regolare e lecito».  «Non ci interessano le autorizzazioni date - prosegue il comitato - ci saranno sicuramente tutte e tutti gli enti preposti le avranno rapidamente concesse. Ma chi ha autorizzato questa cosa? E soprattutto: cosa intende fare, adesso, il Comune? La nostra risposta - prosegue il gruppo - è semplice: che si impegni rapidamente a demolirla e a ripristinare la duna preesistente».  Nel caso in cui ciò non avvenisse, il gruppo "Robin San" non ha dubbi: «Se questo - dicono - non avverrà, non ci resterà che mettere in atto tutte le forme di protesta lecite e possibili sia verso il Comune ma, soprattutto, verso la Regione e in particolare verso l'assessore Anna Marson. Le chiederemo - conclude il gruppo - se è giusto che, nel 2011, un Comune della sua Regione sia autorizzato a continuare nello scempio del territorio nonostante l'attenzione e la sensibilità presenti verso la natura e il territorio da parte della collettività».  Da ciò che sta accadendo negli ultimi tempi a San Vincenzo, pare che la protesta contro l'invasione del cemento si stia allargando a macchia d'olio e stia scuotendo un paese poco abituato a contestare.

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