Italia
Enti locali, il riordino frena il Comune unico
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Il portavoce del Comitato Gabriele Orsini Orsini: necessario fermarsi in attesa dalla riforma regionale
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PORTOFERRAIO. Una pausa di riflessione per capire come la proposta di legge reginale sul riordino degli enti locali avanzata dall'assessore Riccardo Nencini potrà incidere sulla campagna pro Comune unico dell'Elba. Nessuno stop definitivo, tutt'altro. Semmai un inevitabile slittamento dei tempi nella tabella di marcia del Comitato nato sull'isola per promuovere un referendum a favore della cancellazione delle attuali otto amministrazioni comunali. Ad annunciarlo è il presidente del Comitato, Gabriele Orsini, che con tutti i promotori del referendum ed in accordo con alcuni sindaci, ha ritenuto opportuno prendere tempo, anche per riuscire a cogliere i vantaggi che potrebbero derivare dall'approvazione della legge sul riordino degli enti locali «i cui obbiettivi - spiega Orsini - di fatto sono stati anticipati dall'iniziativa del nostro comitato». Dunque per il momento nessuna raccolta di firme a sostegno della proposta di legge per il Comune unico, ormai pronta, che in base alle iniziali intenzioni doveva cominciare a fine giugno. «Aspettiamo che passi l'estate - spiega Orsini - vediamo come verrà accolta la proposta di legge regionale per poi ritrovarci, a settembre, per l'organizzazione di alcune importanti iniziative sul territorio». Del resto, con l'ipotesi di riordino degli enti locali, potrebbero essere modificate anche alcune delle regole per l'organizzazione del referendum consultivo «come nel caso - continua Orsini - del numero delle firme necessarie a richiederlo che a nostro avviso, anzichè 5mila, potrebbero essere proporzionate al numero dei cittadini residenti: nel caso dell'Elba almeno il 10% dei cittadini e quindi circa 3mila firme». Non solo: il riordino che punta a favorire ciò che il Comitato chiede, cioè l'accorpamento dei piccoli Comuni, potrebbe significare maggiori vantaggi economici. Orsini annuncia che il Comitato proporrà alla Regione di parametrare gli incentivi per le fusioni al numero di Comuni coinvolti, cosa che aumenterebbe i benefici economici là dove gli isolani dicessero di sì al Comune unico. La cifra attualmente prevista, 300mila euro, potrebbe lievitare fino a un milione e 200mila. E questa non sarà l'unica proposta del comitato che chiederà di inserire nella legge il sostegno alle infrastrutture informatiche per la diffusione della "broad band" in tutti i municipi istituiti, free internet per le località turistiche e connessioni libere per i cittadini e le imprese con il Comune Unico, la Provincia e la Regione.
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