Il Tirreno

Schiamazzi e disagi, rinasce il comitato del centro storico

V.P.
Gente a passeggio in corso Vittorio Emanuele II
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Gente a passeggio in corso Vittorio Emanuele II

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 PIOMBINO. Gli abitanti del centro storico si riorganizzano. Musica a palla dai locali, schiamazzi fino all'alba, atti vandalici, residui di sbornie disseminati in qua e in là, controlli carenti e che, comunque, non coprono adeguatamente gli orari in cui risulterebbero più utili. La notte.  C'è questo e altro - passando dalle cucine dei ristoranti non sempre in grado di assorbire ciò che emanano - nell'agenda della riunione autoconvocata per lunedì alle 21 nella sede di Legambiente. Al 56 di via Cavour.  L'associazione ha offerto la propria disponibilità ad ospitare l'incontro e a collaborare alle iniziative che saranno messe in campo.  L'obiettivo è quello di rilanciare l'azione, dopo un periodo di stasi nel lavoro dell'associazione che, fino a un po' di tempo fa, si era data da fare per affrontare i problemi. Problemi che, specialmente in estate, scandiscono la quotidianità dei residenti. Già appena fuori dal portone di casa, dove non raramente i muri sono trasformati in servizi (poco) igienici dai frequentatori dei locali.  Adriano Bruschi, portavoce di Legambiente, commenta: «C'è tutta, ed è forte, la necessità espressa da alcuni cittadini, di riprendere l'attività, allo scopo di mitigare gli effetti di una situazione decisamente fuori controllo. Locali che snobbano il regolamento, disagi per la viabilità, sosta notturna selvaggia. Rari controlli. Nessun monitoraggio sull'inquinamento acustico. E i decibell volano».  L'associazione, quindi, è pronta a dare una mano. Sottolineando, però, la piena autonomia del comitato, che si darà una ossatura organizzativa e obiettivi propri, almeno in parte già nella riunione di lunedì sera.  Tra i raggi d'azione in cui si indirizzerà l'attività dei residenti, c'è l'assemblaggio delle azioni legali - in giro ce ne sarebbero diverse - intraprese da singoli cittadini. Dare omogeneità al contenzioso e rafforzarlo, insomma.  Su una cosa sembra esserci massima chiarezza. Ed è il rifiuto dell'etichetta di nemici del turismo.  «E' la qualità del turismo che ci sta a cuore. E la qualità cammina di pari passo con la vivibilità dell'ambiente e degli abitati. Soprattutto di quelli che, per loro natura, hanno un equilibrio più delicato. Come i centri storici», chiude Bruschi.  Intanto, c'è chi domanda a voce alta: «A che servono le regole se non vengono fatte rispettare? Il due luglio in piazza Bovio la musica è andata avanti fino alle 3,40».  

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