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Lucchini fase due: «Trovare l'acquirente»

Giorgio Kutufà
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Giorgio Kutufà

Il presidente della Provincia Kutufà: «Banche scettiche sulla ripresa»

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 PIOMBINO.  L'esito della vicenda Lucchini è stato discusso ieri dal consiglio provinciale, a seguito della comunicazione del presidente Giorgio Kutufà, che ha sottolineato l'unità di azione tra tutte le istituzioni locali, rivendicando anche l'impegno personale profuso, attraverso stretti e continui contatti con le banche, per portare a casa un risultato non scontato.  «Purtroppo ho potuto constatare personalmente - ha detto Kutufà - che il sistema bancario è scettico sulle possibilità di ripresa della società, da qui il rischio del disimpegno e del commissariamento, che avrebbero comportato gravi problemi per l'occupazione diretta dello stabilimento e per tutto l'indotto. Con il protrarsi della crisi generale - ha aggiunto - le stesse banche si trovano in condizioni di grande difficoltà, tanto che è stato difficile strappare impegni anche per cifre ridotte».  «Di fronte alla crisi del secondo stabilimento siderurgico italiano - ha aggiunto - il governo, nonostante l'impegno, non è stato capace di superare le resistenze degli istituti di credito». Kutufà ha, quindi, concluso evidenziando l'importanza che si faccia avanti un imprenditore interessato a produrre acciaio nel nostro territorio. In questo senso ha ribadito la necessità che le istituzioni, a tutti i livelli, si mantengano unite per cercare prospettive certe di sviluppo.  Anche il segretario regionale del Pd Andrea Manciulli sottolinea che con la nuova liquidità liberata dall'accordo con le banche «si può continuare a lavorare per trovare e favorire una soluzione industriale stabile anche in un'ottica generale dell'economia». E il consigliere regionale del Pd Tortolini aggiunge: «Dobbimo metterci subito in moto e lavorare perché si giochi con il massimo impegno la partita vera: verificare e individuare i soggetti industriali interessati al polo siderurgico che sappiano dare una prospettiva di lungo termine».  «L'accordo rappresenta il primo passo verso il chiarimento della crisi che attanaglia il polo siderurgico - sostiene Fabrizio Callaioli, responsabile lavoro del Prc - Adesso non è il momento di lasciarsi andare a facili entusismi. In questa fase per continuare a produrre e mantenere occupati, occorrono forti investimenti. I soggetti privati che paiono farsi avanti pensano all'abbandono del ciclo continuo: sarebbe la fine dello stabilimento».

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