Il Tirreno

Quasi tutti i volumi deriveranno dal recupero dell’esistente, confermati anche alloggi popolari, albergo e
area mercati

Ecco la variante da 200mila metri cubi

Valentina Landucci
Sopra da sinistra il sindaco Roberto Peria, il presidente dell’Autorità Portuale Guerrieri e gli assessori Anna Marson e Alessandro Mazzei
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Sopra da sinistra il sindaco Roberto Peria, il presidente dell’Autorità Portuale Guerrieri e gli assessori Anna Marson e Alessandro Mazzei

L'80% delle aree destinate alla nautica. Peria: puntiamo su sviluppo e lavoro

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 PORTOFERRAIO. Una variante che andrà a disciplinare l'intera area compresa tra il molo 1 della Moby e San Giovanni. Qualcosa come 166mila metri cubi di edifici da demolire e recuperare. Una operazione urbanistcia che alla fine supererà i 200mila metri cubi come dimensione complessiva. Della superficie a disposizione quasi l'80 per cento sarà destinata ad attività produttive, l'11% a residenziale e il 9% a terziario e commercio. Sono i numeri della variante al regolamento urbanistico del Comune di Portoferraio illustrata ieri alla cittadinanza dal sindaco Roberto Peria e dalla sua amministrazione in attesa che venga adottata dal consiglio comunale.  In questi mesi i contenuti del provvedimento, epocale per Portoferraio e per l'intera isola, sono in parte trapelati rispetto alle previsioni di massima della variante. A cominciare dalle recenti anticipazioni sull'area destinata a servizi di fronte al porto commerciale che prevede la trasformaizone e il recupero dell'ex Cromofilm (per la stazione marittima) del Coppedè (in parte destinato ad abitazioni) delle aree ex Enel e Residence (con quasi 800 nuovi parcheggi, attività commerciali e servizi anche per il turismo) e così via.  Ma la variante che di fatto include due piani regolatori portuali (per il porto Cantieri e per San Giovanni) e definisce aree destinate a oasi naturalistica e verde pubblico (tra Punta della Rena e San Giovanni) è molto di più. C'è, evidentemente, il tema centrale dei posti barca: 550 nel porto Cantieri, 350 a San Giovanni. Ci sono i nuovi insediamenti produttivi, le residenze private e quelle di edilizia economica e popolare che - contrariamente alle anticipazioni - si spostano prevalentemente nell'area delle Calle dove troverà collocazione anche la piscina pubblica. C'è lo spostamento del deposito carburanti, la realizzazione della stazione logistica, il pontile belvedere di San Giovanni, la riqualificazione del viale Teseo Tesei con tanto di area dedicata alle fiere e agli eventi espositivi e un albergo da 60 camere. E ancora piste ciclabili, percorsi pedonali, tutele ambientali sotto i profilo dell'uso di materiali e energie rinnovabili.  Un lavoro complesso, sul quale ora si esprimerà la città, che ha tra i suoi obiettivi quello di assicurare fino a 350 posti di lavoro nel settore di gestione portuale e delle manutenzioni, del refitting, del commercio e del turismo.  «E' una variante pensata per il lavoro e la produzione - afferma Peria - non per la rendita». Gli obiettivi che la ispirano sono fondamentalmente quattro, come spiega il sindaco: cercare di ricucire urbanisticamente aree esterne al centro storico, demolire e ricostruire le strutture incongrue per restituire decoro alle aree interessate, sostituire il cemento di troppo con verde e spazi pubblici e ricollocare attività problematiche come il distributore carburanti in zone più idonee. «Sono le scelte più importanti per Portoferraio fatte dal dopoguerra a oggi - continua Peria - che porteranno sviluppo per i prossimi 20 o 30 anni». Opportunità da cogliere, secondo il sindaco, che una volta adottata la variante si tradurranno in progetti da parte dei privati da valutare in sede di commissione e sulla base delle norme tecniche definite dai piani.

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