Sicurezza
RETROSCENA
Il gioco di squadra ha centrato il risultato positivo
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PIOMBINO. E' stato un vero gioco di squadra a permettere di raggiungere in extremis l'accordo che ha dato un nuovo respiro alla Lucchini. Le telefonate alle banche più reticenti e all'adivisor Rotschild sono proseguite incessantemente dall'ufficio del sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia. Ma l'intreccio delle pressioni sulle banche era già partito giorni prima. I pricipali protagonisti, oltre a Saglia, il sindaco Anselmi, il presidente della Provincia Kutufà, l'assessore regionale al lavoro Simoncini e il presidente di Confindustria Livorno Gemignani. Cadute le resistenze della francese Natixis, lo scoglio era rappresentato da Ubi e Mediobanca. In qualche modo già si sapeva che, anche l'accordo si stava avvicinando, le banche non avrebbero coperto l'intero finanziamento. E' stato un weekend di lavoro per tutti. Anselmi e Simoncini hanno attivato Fidi Toscana per la ricerca di istituto di credito locali disponibili a ricoprire l'eventuale gap. Lo stesso ha fatto Gemignani, mentre Kutufà rafforzava la sua pressione su Ubi e Mediobanca. Le banche locali disponibili a coprire i 2 milioni di prestito e i 12 delle lettere di credito che non si è riusciti a strappare nell'accordo sono state trovate, anche se i nomi restano per il momento riservati.
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