Il Tirreno

Davanti casa spunta un parco fotovoltaico Proteste a Suvereto

Cecilia Cecchi
La distesa di pannelli solari a Calzalunga e l’impianto in costruzione a pochi metri di distanza dalla casa della famiglia Volpi
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La distesa di pannelli solari a Calzalunga e l’impianto in costruzione a pochi metri di distanza dalla casa della famiglia Volpi

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 SUVERETO. Proprietario di una casa in località Calzalunga con tanto verde dove trascorerre le vacanze coi bambini. La scoperta che nel terreno, proprio di fronte, sta sorgendo un parco fotovoltaico. Inaccettabile per Stefano Volpi, che di qui è originario, ma che vive a Milano: fatti i dovuti accertamenti è pronto «a ricorrere al Tar della Toscana - dice - per chiedere la sospensione dei lavori».  «Ci siamo documentati spiega Volpi - su tutte le leggi a tutela del paesaggio, leggi in questo caso aggirate presentando tre diverse Dia in modo da poter realizzare un ampio impianto con il preciso intento di eludere il regolamento urbanistico ed intascare i contributi statali».  Dietro casa il panorama di sempre, ma davanti al cancello... «Oltre ad insistere sull'impatto visivo che rende il terreno circostante, fino a qualche mese fa una distesa di ulivi, una sequenza inguardabile di pannelli che arrivano a ridosso della strada, da mettere in risalto una realtà di cui ci siamo resi conto tornando per le vacanze: il riflesso del sole per buona parte del pomeriggio rende inutilizzabile l'area davanti alla casa, spazio per noi importantissimo che ci ha sempre permesso di trascorrere ore serene coi nostri bambini». A fianco della casa, tra l'altro, c'è un agritirismo.  «Quali autorità hanno la possibilità di intervenire a difesa di cittadini che da anni valorizzano con la frequenza assidua e l'affetto sincero una terra che oggi risulta quasi ostile? - si domanda - È possibile che nessuno sia consapevole del rischio che corre il nostro territorio?».  «Perchè tutti, Comune, ufficio tecnico, sindaco, scelgono la via più facile, lavandosi le mani e trincerandosi dietro un laconico "la legge lo permette"? Sappiamo per certo che la legge non lo permette. Chiediamo un sopralluogo che non è mai avvenuto. Pensiamo di meritare almeno questo: una verifica da parte delle autorità che chiarisca i termini di tale cambiamento che saremmo anche disposti ad accettare qualora risultasse davvero legale».  «Qualcuno ha verificato le distanze di rispetto previste dal codice della strada? E le distanze di rispetto dalle abitazioni vicine? Ed il pericolo per la sicurezza degli automobilisti a causa del riflesso della luce sulla strada? I problemi che potrebbero verificarsi in caso di alluvione? Già dimenticata l'esondazione del Miglia del 2003? Ciò che più delude è il fatto che, per garantirsi miseri incentivi economici, che hanno l'unico risultato di rendere meno intraprendenti gli agricoltori, si sacrifichi un patrimonio territoriale unico al mondo. E che fine hanno fatto gli ulivi, specie protetta in Toscana, presenti in quel terreno fino a qualche mese fa?».  «Consapevoli che l'utilizzo del fotovoltaico sia una risorsa importante per il futuro - sottolinea - abbiamo sempre creduto che l'amministrazione avesse a cuore anche il rispetto e la tutela del paesaggio: siamo assolutamente certi che esistano soluzioni alternative per avere energia pulita senza sacrificare la bellezza della terra che il sindaco ha più volte dichiarato di voler preservare». Prima di rivolgersi al Tar, intanto, Stefano Volpi ha segnalato la situazione pure a Striscia la notizia, Le Iene, Report, Sgarbi. Sempre per stoppare il cantiere e, magari, far tornare gli olivi.

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