Sicurezza
Porti, Esaom chiede scelte più chiare
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Una veduta dellarea destinata a trasformarsi nel porto Cantieri Preoccupa la possibile concorrenza di San Giovanni
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PORTOFERRAIO. Ci sarà anche l'assessore regionale all'urbanistica, Anna Marson, alla presentazione della variante al piano regolatore di Portoferraio tramite la quale sarà ridisegnato l'assetto delle aree portuali tra il molo uno della Moby e l'approdo di San Giovanni. Domani, alle 17 al De Laugier, l'illustrazione dei progetti dell'amministrazione. Ma a pochi giorni dall'adozione del piano per il così detto waterfront non tutto sembra pacifico e chiaro. Soprattutto tra chi intende giocare un ruolo di primo piano nella trasformazione delle aree portuali il cui via libera, per quanto ritenuto positivo, rischia di essere tardivo. E' il caso del cantiere Esaom i cui vertici mettono in evidenza i vantaggi e gli effetti benefici dell'operazione - anzitutto per l'occupazione, gli aspetti produttivi, turistici e il recupero di aree degradate - ma sottolineano anche i rischi là dove il Comune non dovesse fare scelte chiare. L'osservazione prende spunto da un dato di fatto: l'Elba, in tema di pianificazione e sviluppo dei propri porti, è in ritardo rispetto a Piombino (dove si profila in tempi rapidi il maxi investimento su Poggio Batteria), Cecina, Rosignano e quasi tutta la costa toscana. Posti barca, in questi anni, sono spuntati come funghi. Ma all'Elba niente. Ed ora che la pianificazione è a buon punto su Portoferraio c'è il rischio che i due porti previsti, quello Cantieri - per il quale l'interesse di Esaom è sempre stato manifesto - e quello di San Giovanni, anziché essere complementari si facciano concorrenza. Il motivo? Per Esaom è la mancanza di chiarezza da parte dell'amministrazione che ha sì definito gli interventi su San Giovanni come destinati a dare risposte ai residenti proprietari di piccole imbarcazioni ma non ha dettagliato questa ipotesi nella variante rischiando di far diventare quell'approdo, dai tempi di realizzazione più rapidi rispetto al porto Cantieri, l'antagonista di quest'ultimo. Una prospettiva che minerebbe la sopravvivenza stessa di Esaom che «desidera - precisano i vertici dell'azienda - che il porto di San Giovanni venga realizzato ma ritiene indispensabile che le iniziali caratteristiche dello stesso non mutino per evitare che un altro porto si anteponga al porto Cantieri».
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