Gioco
Il lavoro dei sindacati alla vigilia del vertice
In cerca di visibilità coi volantini ai turisti e un gazebo in piazza
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«Spero che il gesto sia servito a qualcosa». E' l'auspicio di Alessandro Martini, uno degli operai, con Nicola Zagni e Gianluca Rombai, che lunedì hanno occupato un silos della fabbrica. Sono scesi in tarda serata per motivi di sicurezza e, comunque, dopo essere avvertiti della risonanza ottenuta dall'iniziativa. Rompere il silenzio è, del resto, un'impresa per gli operai Lucchini. Isolati dal loro padrone, tornato in Russia quando la barca stava per affondare. Soli di fronte alla decisione che le banche stanno prendendo nelle stanze dell'alta finanza, quasi invisibili per la loro stessa città. A sfilare con le tute blu non c'erano studenti, solo pochi pensionati e commercianti. Segno che Piombino forse non ha percepito cosa sta realmente rischiando di accadere, quale sia il peso che la Lucchini ha ancora sull'economia della zona. Le iniziative sindacali, a poche ore dal vertice di Roma, puntano a mantenere Piombino sotto i riflettori. Ieri gli operai sono scesi fino al porto. Hanno fermato i passeggeri in arrivo e in partenza per l'Elba, distribuito volantini informativi. Intanto in piazza Gramsci i sindacati allestivano un gazebo informativo, che resterà aperto anche oggi. Iniziative complementari alla manifestazione di lunedì, oltre che allo sciopero della fame di Mirko Lami, emulato domenica scorsa da Paolo Francini. Il coordinatore delle Rsu Fiom ha incassato numerose testimonianze di solidarietà. E ieri, a sorpresa, il senatore Pd Achille Passoni è venuto a trovare il sindacalista, per salutarlo personalmente. «Ci conosciamo dai tempi della mia candidatura alla Camera - racconta Lami - è un amico. Ha voluto sapere tutto sulla vicenda Lucchini con la promessa di portarla al più presto (forse già oggi ndr) sui banchi del Senato».
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