Il Tirreno

Ecomostro, vicino l'accordo con la proprietà

Lo scheletro in cemento del così detto ecomostro di Procchio che il Comune intende demolire
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Lo scheletro in cemento del così detto ecomostro di Procchio che il Comune intende demolire

Il Comune vuole abbatterlo ma con ogni probabilità potrà essere ricostruito

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 PROCCHIO. E' stato affidato all'avvocato romano Achille Chiappetti l'incarico per andare a dirimere la vertenza sul centro servizi di Procchio: l'ecomostro in totale stato di abbandono che ormai da anni deturpa l'ambiente e l'immagine della piccola località nel marcianese.  Una nuova consulenza, inevitabile vista la complessità amministrativa e giudiziaria del caso provocato dalla costruzione del così detto ecomostro, di cui l'amministrazione guidata da Anna Bulgaresi ha voluto dotarsi per proseguire l'incessantemente lavoro finalizzato a riemarginare la ferita ancora aperta sul territorio a causa della presenza dello scheletro in cemento armato del centro servizi.  L'intezione del Comune, mai celata ed anzi al centro della campagna elettorale di Bulgaresi, è quella di andare ad abbattere la struttura. Ma è altrettanto evidente che in quell'area qualcosa prima o poi verrà costruito, stando agli stumenti urbanistici comunali e ai titoli edificatori acquisiti dalla proprietà. Ed è per questo che, sotto il profilo tecnico e alla luce del sequestro penale al quale è ancora sottoposta l'area che si rende indispensabile una consulenza legale. Da un lato c'è infatti la complessa vicenda giudiziaria, ribattezzata Elbopoli, nella quale sono coinvolti imprenditori, funzionari dello Stato e amministratori pubblici, e destinata a finire in Cassazione dopo le condanne comminate dai giudici in sede di appello. Dall'altro ci sono le previsioni urbanistiche e i rapporti di tipo amministrativo tra il Comune e la società che ha investito per la realizzazione del centro servizi, la cui definizione è indispensabile per delineare una prospettiva di trasformazione di quell'area. In questo contesto si inserisce ad esempio la convenzione siglata nel 2011 tra il Comune e il privato promotore dell'intervento di trasformazione ormai in scadenza (non sarà più valida a fine dicembre).  «In questi mesi - spiega il vicesindaco di Marciana Daniel Giacomelli - abbiamo portato avanti le trattative con la proprietà, un nuovo incontro è previsto a breve. I rapporti, inizialmente tesi, sono ora migliorati e intravediamo una possibilità di accordo. L'amministrazione non ha mai negato la propria volontà, espressa anche in contesti pubblici, di demolire quella struttura per poi procedere alla messa in sicurezza dell'area. Ma dovranno essere valutati anche i titoli per costruire in possesso del privato ed esistenti ormai dal 1975 quando quella fu individuata come zona di lottizzazione».

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