Il Tirreno

Storia dell'acciaio in filmati e foto memoria della città

Marisa Giachi*
L’artista Beverly Pepper al lavoro nel ’62 nelle officine Italsider, a destra la sua scultura davanti alla fabbrica Sotto il vecchio altoforno e un reparto distrutto durante la guerra
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L’artista Beverly Pepper al lavoro nel ’62 nelle officine Italsider, a destra la sua scultura davanti alla fabbrica Sotto il vecchio altoforno e un reparto distrutto durante la guerra

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 PIOMBINO. Venerdì 1 luglio al Rivellino è stato presentato per la prima volta un repertorio di immagini e documentari appartenenti al fondo fotografico della Lucchini, una documentazione ancora in gran parte sconosciuta, ma che già dopo un primo esame si è dimostrata di grande pregio dal punto di vista storico, in grado di aprire la strada ad una molteplicità di letture e approfondimenti sulla storia di Piombino e di tutto il territorio dalla nascita della grande industria fino ad oggi. Carte, filmati, materiale fotografico di vario tipo, tra cui, oltre a stampe su carta, anche diapositive, lastre in vetro, negativi, pellicole ed altro, che la Lucchini ha depositato presso l'Achivio storico della Città di Piombino per consentirne la valorizzazione e la consultazione, dopo un intervento di riordino.  Il pubblico ha gremito lo spazio del Rivellino, evidentemente anche sulla scia emozionale che con le attuali vicende dell'acciaieria sta tenendo la città col fiato sospeso.  Il materiale presentato, oltre al valore storico, ha rivelato il fascino estetico di una produzione di altissimo livello, firmato da personaggi del mondo dell'immagine e dell'arte del periodo d'oro degli anni Sessanta. Sono emerse dalla collezione grandi firme del cinema e dei molteplici campi della cultura. Committente principale l'Italsider nata nel 1961 dalla fusione di Ilva e Cornigliano, proiettata in una grande impresa di auto-promozione culturale.  Per esempio, dalle foto firmate dal noto piombinese Renzo Chini, fotografo e intellettuale di fama nazionale, è emersa l'attività originale intrapresa da Italsider in campo artistico, ospitando nelle proprie officine Beverly Pepper, che costruiva grandi opere con i residui dei prodotti d'acciaio. Molte di queste finirono a Spoleto con quelle di Arnaldo Pomodoro, altro scultore legato alle tematiche industriali.  Una sorpresa il film L'uomo, il fuoco, il ferro, realizzato nel 1960 per Italsider e Fiat, frutto della collaborazione fra il pittore Eugenio Carmi e il fotografo regista e documentarista Kurt Blum, con la musica di Sergej Prokofiev. La pellicola, dal fascino poetico e surreale, vinse il primo premio nella sezione documentaria al festival di Venezia. Tra i documentari di tema storico, è riemerso un prodotto di Alfa cinematofrafica, sempre degli anni Sessanta, Acciaio sul mare, realizzato con la collaborazione di Lionello Massobrio, che firmava il montaggio di film come Controsesso, Cocco di mamma, Un uomo da bruciare. I testi erano di Oreste del Buono, la fotografia, di forza epica, di Marco Volpi, la voce narrante di Alberto Lupo. Il film, girato a Taranto, Cornigliano e Piombino, era ispirato alla strategia delle industrie sul mare del piano Senigaglia.  In questo momento il destino del ferro a Piombino è estremamente nebuloso. Ma la memoria dei favolosi anni Sessanta e del boom economico può sostenere anche l'idea di un rinnovamento produttivo altrettanto foriero di fortuna per Piombino. La cultura sorregge nei momenti neri.  Ripensiamo al coraggio e all'innovazione di opere letterarie cui veniva affidata la rappresentanza dell'azienda, autori come Ungaretti, Cesare Brandi. Per Piombino il lungo saggio strenna di Domenico Rea del 1963 La tradizione di Piombino, al quale si affidava il completamento di un destino storico realizzato dall'industria siderurgica. *responsabile Archivio storico Città di Piombino

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