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Disincagliato il Shika Kamata, nella stiva 5mila litri di carburante
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PORTOFERRAIO. Una bomba antiambiente disinnescata. Qualcosa come cinqemila litri di carburante che potevano finire in mare. Ci sono voluti due giorni per tirare fuori dalle secche il "Shika Kamata" un panfilo di 22 metri che sabato, intorno alle 13, con tre persone a bordo si era arenato sulle secche di Capo Bianco. L'unità che si era adagiata sugli scogli, ha progressivamente perso il proprio assetto a causa del successivo ingresso di acqua dovuto alle tre falle apertesi sotto la linea di galleggiamento rischiando di affondare. Per risolvere il problema gli uomini della capitaneria di porto, attivi fin dal primo istante, hanno dovuto utilizzare sia il rimorchiatore Pasquino che il pontone della Società Sales in collaborazione con un operatore tecnico subacqueo. La tempestività delle operazioni di recupero, coordinate dalla Capitaneria di porto di Portoferraio, ha evitato conseguenze gravi e danni all'ambiente oltre a pericoli per la sicurezza della navigazione. Il panfilo è stato trasferito al cantiere nautico delle Antiche Saline costantemente scortato dalla guardia costiera di Portoferraio.
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