Il Tirreno

Parodi (Uniti per Suvereto) chiede tutela per la salute dei cittadini

«Acqua con arsenico, gravi ritardi»

Giuliano Parodi
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Giuliano Parodi

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 SUVERETO. «Che c'è arsenico nelle acque della Val di Cornia oltre i limiti consentiti è storia vecchia. Che la Comunità europea ha concesso l'ultima deroga con scadenza dicembre 2012 per correggere la situazione anche questa è storia vecchia». Ricorda Parodi (Uniti per Suvereto).  «La novità sta nel fatto che, dopo 10 anni che i cittadini bevono acqua potabile solo per deroga, senza che Asl o sindaci abbiano mai informato la popolazione se non dopo il decreto regionale del 24 luglio 2009, che obbligava gli stessi a farlo, Aato5 e Asa si trovano con il fiato sul collo per trovare una soluzione ed evitare che l'acqua dal 1 gennaio 2013 debba essere dichiarata non potabile. 10 anni in cui tra studi e ipotesi per affrontare il problema non è mai stato messo in campo dai soggetti interessati progetti fattibili con adeguata copertura economica, ed ora si cerca di correre ai ripari attraverso la realizzazione di tre impianti per il trattamento dell'arsenico. Interventi da oltre 12 milioni di euro di spesa. Dalla delibera Aato5 del 31 maggio 2011 - prosegue - si evince che per completare il quadro finanziario mancano 3,5 milioni, soldi che se non verranno stanziati da Stato o Regione verranno recuperati con la rinuncia da parte dei comuni del canone che Asa dovrebbe versare per l'utilizzo della rete. Eppure la tornata referendaria, al di là dello specifico dei quesiti ha dato un indicazione precisa sulla volontà popolare di affermare che l'acqua e la sua gestione non possono e non devono essere considerate "merci". Ci auguriamo che la cosa piu' importante, ossia la salvaguardia della salute dei cittadini sia il volano di ogni decisione» conclude il capogruppo Uniti per Suvereto.

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