Sicurezza
Si fermano le tute blu della Lucchini
Fabbrica bloccata e corteo per spingere le banche all'accordo
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PIOMBINO. Oggi gli operai della Lucchini si fermeranno, dalle 14 alle 16, per lo sciopero indetto da Fim, Fiom e Uilm. In corteo raggiungeranno quindi lo spartitraffico di viale Unità d'Italia, dove è prevista un'assemblea. Iniziative di protesta si svolgeranno anche negli altri stabilimenti italiani del Gruppo: Trieste, Condove, Lecco e Bari. La pressione dei lavoratori è questa volta diretta alle banche, che da mesi tengono il futuro della Lucchini appeso ad un accordo, finora sempre rimandato per la resistenza di alcuni istituti di credito, sulla ristrutturazione del debito di 770 milioni di euro. Il nuovo ultimatum lanciato da sottosegetario allo Svilupo economico Stefano Saglia scade mercoledì 6 luglio. All'ennesimo vertice romano previsto per le 18, oltre ai manager dell'azienda, ai sindacati e ai rapresentanti delle istituzioni, parteciperanno anche gli advisor Lazar per la Lucchini e Rotschild per le banche. Le maggiori resistenze in questi giorni sono venute dalla banca francese Natixis (creditrice per 50 milioni), da Mediobanca (20 milioni) e dall'Ubi (70 milioni). Un questi giorni è comunque proseguita l'iniziativa del sottosegretario Saglia e ancora una volta, dunque, il vertice al ministero sembra aperto a qualsiasi risultato. Il giorno successivo a Parigi è tra l'altro fissato un incontro decisivo per la trattativa sulla cessione della controllata francese del Gruppo Lucchini Ascometal al Fondo d'investimenti Apollo, cha ha già lanciato la sua offerta di 300 milioni di euro. Denaro che almeno in parte andrebbe al ripianamento del debito e che, dunque, costituisce sicuramente un carta che in questi giorni sarà giocata per convincere gli istituti di credito a trovare l'uninamità sull'accordo. Oltre alla ristrutturazione del debito, lo scoglio per la Lucchini è quello del rifinanziamento: accanto al prestito ponte di 80 milioni, le banche dovrebbero impegnarsi a sottoscrivere lettere di credito per altri 60 milioni di euro. Se mercoledì non dovesse arrivare l'accordo, salterebbe l'intero impianto dell'intesa raggiunta tra Mordashov e le banche a Mosca nel febbraio scorso, quindi anche la vendita di Ascometal e per la Lucchini si aprirebbe l'inquitante strada dell'ammnistrazione straordinaria. Uno scenario che Cna a Api, le associazioni che raggruppano la maggior parte delle imprese d'appalto, prospettano «drammatico, senza termini di paragone con altri periodi di crisi visuuti in passato dal teritorio». G.P.
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