Il dolore
Situazione di rischio a Monteverdi
Cento metri di strada terra di nessuno
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Disagi a Monteverdi per lo stato di abbandono delle strade principali di collegamento 2 MINUTI DI LETTURA
MONTEVERDI. Cento metri di strada provinciale tra il ponte sul Cornia e la sua confluenza nella 398 che collega Monterotondo a Suvereto sono terra di nessuno: per un rimpallo di competenze tra Province la manutenzione è inesistente ed è causa di incidenti anche seri. Come nei giorni scorsi. Quel breve tratto di asfalto tutto gobbe e buche profonde - segmento terminale della strada del Lodano - è un passaggio obbligato per i tanti che ogni giorno, da Monteverdi e da Sassetta scendono la Val di Cornia per recarsi a Suvereto, Venturina o più giù. Delle vere e proprie "forche caudine" per lo stato di abbandono in cui è lasciato, da affrontare a rischio della propria incolumità e dell'integrità del proprio mezzo. Il motivo di questa grave incuria è paradossale. Il tratto è in territorio della provincia di Grosseto, ma molti anni fa venne affidato a quella di Pisa che già provvedeva alla manutenzione fino al ponte sul Cornia, che è il confine: «Fai tu - ci si accordò tra province - anche il breve tratto fino all'incrocio con la 398 visto che si tratta solo di 100 metri». Ma in seguito dell'accordo si è persa traccia ed oggi non si sa più di chi sia la competenza, e di conseguenza nessuno fa manutenzione. A subirne le conseguenze, da ultimo nei giorni scorsi, un automobilista straniero, con grave danno per la vettura e pare sia attribuibile a lui una clamorosa protesta: il rovesciamento nel fosso dei più vicini cassonetti. La vicenda ha avuto un'immediata eco e il sindaco di Monteverdi, Carlo Giannoni, ha deciso di intervenire: «Quella strada è un passaggio obbligato per molti monteverdini, ho ritenuto mio dovere intervenire anche se non è nel nostro territorio». In accordo con i colleghi di Sassetta e Monterotondo e con i carabinieri di Monteverdi si è trovato il modo di rappezzare le buche più grosse, quindi Giannoni è intervenuto presso le Province di Pisa e Grosseto e l'Anas di Firenze, ma il mistero della competenza sulla "strada di nessuno" è rimasto. Allora ha scritto ai prefetti di Grosseto e Pisa invitandoli a fare chiarezza ed ha preparato una lettera da inviare alla Procura di Livorno: «Chi ha la responsabilità dovrà rispondere dei danni causati».
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