Il Tirreno

Ecco la crisi vista dagli operai

Serena Insero
Da sinistra Vittorio Mantelli, Monica Sgherri e Alessandro Favilli
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Da sinistra Vittorio Mantelli, Monica Sgherri e Alessandro Favilli

Al convegno del Prc i risultati dell'inchiesta in fabbrica

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 PIOMBINO. L'obiettivo del convegno "Inchiesta operaia", ieri al Centro giovani, era far sentire la voce dei lavoratori del polo siderurgico piombinese. Obiettivo centrato grazie al progetto realizzato nelle fabbriche piombinesi dal Dipartimento nazionale inchiesta del Prc.  Nel 2010 lo scenario era già di crisi, e fu così che in primavera un gruppo di militanti del Prc iscritti al Circolo delle fabbriche si pose il problema della difficoltà di comunicare con i propri compagni di lavoro e con i cittadini sulle problematiche già allora visibili.  Il convegno è caduto proprio nel giorno in cui a Roma si discuteva della sorte della Lucchini, e così al Centro giovani molto si è parlato della grave situazione in cui versa il più importante stabilimento piombinese. All'iniziativa erano assenti il presidente della Regione Enrico Rossi, impegnato a Bruxelles, il sindaco Gianni Anselmi, l'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini e gli esponenti del sindacato, tutti a Roma dal sottosegretario Stefano Saglia.  Il consigliere regionale del Prc, Monica Sgherri, ha aperto la manifestazione leggendo una lettera scritta dal presidente della Regione. «Non siamo solo turismo - ha scritto Rossi - la Lucchini deve avere un futuro, è un patrimonio del territorio e per questo dobbiamo salvarla. La Regione si sta impegnando attivamente per produrre aiuti concreti in un momento storico-sociale fortemente in crisi. Siamo in una situazione di incertezza, ma le porte sono ancora aperte».  Anche Vittorio Mantelli, responsabile del Dipartimento nazionale inchiesta del Prc, si è unito al messaggio di Enrico Rossi: «Dobbiamo immaginare nuove soluzioni, creare idee per un nuovo orizzonte».  Poi si è passati ad analizzare i risultati dell'inchiesta che, come ha spiegato Dario Fontana, ricercatore dell'Università di Torino, «è basata su un campione di 674 questionari validi su 736 ricevuti, distribuiti negli stabilimenti siderurgici della Lucchini e della Magona di Piombino. Essendo stati distribuiti 2400 questionari, ciò significa che circa il 30% dei lavorati ha mostrato interesse per l'iniziativa. E' alta la percezione di infortuni sul lavoro, di rischi di contrarre malattie. Si evidenzia un'imposizione di lavoro straordinario, una mancata adeguatezza dell'azione sindacale rispetto ai problemi percepiti dagli operai, minima è la percentuale di lavoratori immigrati».  Altri ancora sono i dati interessanti consultabili al sito: www.inchiestaoperaiapiombino.org.  L'analisi di Alessandro Favilli, segretario di Federazione del Prc, è che «i risultati dell'inchiesta sfatano molti luoghi comuni e indicano una via di uscita: dare voce agli operai per mettere in crisi la crisi».  Dopo gli interventi, tra gli altri quelli del presidente dell'Autorità portuale, Luciano Guerrieri, di Valeria Parrini, dell'associazione Toffolutti, e di Roberta Fantozzi, della segreteria nazionale del Prc, la conclusione dei lavori è stata affidata al segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero: «Portare "il lapis in fabbrica" ha permesso di dar voce agli operai - spiega Paolo Ferreri - Questa iniziativa ha contribuito oggi, sotto l'attacco della crisi della globalizzazione, a ricostruire l'identità di questa parte del mondo del lavoro e a definirne le aspettative sul futuro di questo territorio».  Oltre al "lapis in fabbrica" è stata portata anche la videocamera che ha registrato, attraverso numerose interviste, le testimonianze dei protagonisti veri e propri di questa giornata: gli operai.

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