Il Tirreno

Marciana torna a battere moneta

L’interno della zecca degli Appiani a Marciana
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L’interno della zecca degli Appiani a Marciana

Al via la ristrutturazione dell'antica zecca

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 MARCIANA. Il Comune torna a battere moneta. Nessuna fuga autonomista ma solo un percorso a ritroso nel tempo quello che legava Marciana ai principi Appiani. Verrà rifatta la zecca e non solo.  La giunta Bulgaresi ha investito 50mila euro per avviare il piano di recupero e per fare della storica officina appianea un museo didattico. In questo modo Fortezza Pisana, archivio storico, museo archeologico, Casa del Parco e ora anche Zecca costituiranno un 'unicum' d'indubbio interesse storico per i visitatori e diventeranno un perfetto insieme all'interno del borgo medievale di Marciana. Il progetto, redatto dall'architetto Silvestre Ferruzzi, prevede la riqualificazione dell'opificio.  «Diventerà - spiega Silvestre Ferruzzi - una proposta didattico e museale viva e non tradizionale, dove studiosi e studenti potranno conoscere, tramite la lettura di pannelli storici, la storia delle coniazioni appianee in Toscana e le generali tecniche di produzione monetaria.  Un ulteriore passo, in favore della diretta "partecipazione" del visitatore, sarà costituito dalla visione e dall'utilizzo materiale degli strumenti per la coniazione».  Ma non solo questo. Si potranno usare le riproduzioni di magli, tondelli, punzoni, per rivivere in modo diretto gli stessi antichi procedimenti e, all'occorrenza, la coniazione e la vendita di simboliche monete appena prodotte.  Si potranno anche visitare, sia pure attraverso un flusso debitamente regolamentato, il cunicolo scavato nella roccia e relative due camere terminali, dove saranno collocate riproduzioni di monete appianee, secondo l'antica destinazione d'uso del caveau. In un locale più in basso sarà esposta la tipica strumentazione per la coniazione (incudine, maglio, tondelli, punzoni e così via), con esemplari fedelmente riprodotti. In questo ambiente il visitatore potrà "fare suo" l'antico mondo della Zecca.  Potrà, all'occorrenza, toccare le riproduzioni moderne degli antichi strumenti e imparare a conoscere, in tal modo, le varie fasi della coniazione. Ulteriore elemento di suggestione sarà la visita negli altri rimanenti ambienti ristrutturati. «La tradizione storica - aggiunge Ferruzzi - indica come "Zecca" la struttura fatta realizzare, verosimilmente nel XVI secolo, dai Principi Appiani di Piombino, che nei periodi di permanenza elbana risiedevano negli ambienti sovrastanti, la cosiddetta "Casa Appiani". Un'altra officina appianea dove si coniavano monete era a Rio Castello».

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