Attenzione
Positivo il blitz milanese di lavoratori e sindacati guidati dal sindaco Anselmi. In piazza anche il segretario Fiom Landini
Lucchini, si apre uno spiraglio
Luca Centini
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Il sindaco Gianni Anselmi e a destra gli operai Lucchini con al centro Maurizio Landini Mediobanca pronta a sostenere l'accordo sulla ristrutturazione del debito
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PIOMBINO. Non c'è la firma, ma resta la speranza in un accordo che salvi la Lucchini. Da Mediobanca uno spiraglio importante: la banca d'affari è disponibile a lavorare per l'intesa sul debito da 770 milioni, sostenendo il piano con nuova finanza. Adesso per il Gruppo Lucchini, sospeso tra la sopravvivenza e l'amministrazione straordinaria, è una questione di tempo e di cifre. Le istituzioni e i sindacati, pur senza sbilanciarsi, confidano che già all'inizio della prossima settimana (forse il 28 giugno) il cerchio si chiuda. Ieri era in gioco il futuro dello stabilimento di Piombino. E la città ha avuto uno scatto d'orgoglio. Col termine per la ratifica dell'intesa scaduto si aspettava una firma che - in realtà - non è arrivata. Eppure le sensazioni, al termine di una giornata estenuante iniziata col viaggio degli operai fino a Milano e terminata col vertice tra Mediobanca e la delegazione guidata dal sindaco Anselmi, sono positive. Partiamo dall'inizio, dalla decisione dei sindacati e degli operai di Piombino che, di primo mattino, sono partiti in autobus alla volta di Milano. Intorno a mezzogiorno Piombino ha fatto irruzione nel mondo dell'alta finanza. Più di 70 persone con striscioni, megafoni e tanta rabbia, hanno sfilato davanti al Duomo di Milano, per poi formare un presidio davanti alla sede di Mediobanca in piazzetta Cuccia. Tra loro i segretari provinciali Fausto Fagioli (Fim), Luciano Gabrielli (Fiom) e Vincenzo Renda (Uilm), i delegati delle Rsu, e a sorpresa il segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini. Al gruppo si sono uniti il sindaco Gianni Anselmi, il consigliere regionale Pd Matteo Tortolini e il segretario di zona Valerio Fabiani. Forse per la prima volta una manifestazione di tute blu è arrivata sotto il portone della banca, proprio mentre il gotha della finanza si stava riunendo in Cda. Dentro le stanze dell'istituto big degli affari come Marina Berlusconi, Tronchetti Provera, Gilberto Benetton. Fuori tanti operai arrabbiati, preoccupati di perdere il lavoro. «Il viaggio è stato socialmente esaltante - racconta il sindaco Gianni Anselmi - ci siamo permessi di portare una vicenda di lavoro nel salotto buono della finanza italiana». E il gesto si è dimostrato tanto estremo quanto efficace. Il presidio non è passato inosservato, tanto che Mediobanca ha accettato di ricevere una delegazione ristretta, guidata dal sindaco Anselmi e dai segretari di Fim, Fiom e Uilm. «Chiediamo a Mediobanca di sostenere Lucchini - è stata la premessa del segretario Fiom, Maurizio Landini - questa è la condizione per continuare a ragionare su logiche di sviluppo industriale». Alle 16 la delegazione ha incontrato i quadri di Mediobanca, rappresentati dal vicedirettore generale Massimo Di Carlo. «L'incontro è stato nel complesso positivo, costruttivo e chiarificatore», ha commentato un portavoce di Mediobanca. La banca ha chiarito la sua posizione, confermando la volontà a lavorare per l'accordo. L'istituto è disposto a sostenere il piano, accettando il riscadenzamento a sette anni del debito da 20 milioni, e contribuendo con 1 milione di nuova finanza. Una cifra inferiore a quanto previsto dal piano (secondo le indiscrezioni 3,5 milioni). La differenza, secondo l'interpretazione della banca, spetterebbe ad altri istituti. Fatto sta che Mediobanca non si è tirata indietro sull'accordo. Lo spiraglio c'è, anche se i sindacati restano cauti. «E' un passo avanti non ancora decisivo - hanno detto i segretari all'uscita dal vertice - ora chiediamo al governo di convocare presto le banche per chiudere il cerchio». La palla, insomma, torna nelle mani del sottosegretario allo Sviluppo Stefano Saglia che, all'inizio della prossima settimana, dovrà ricontattare gli advisor Lazard e Rotschild per limare le divergenze e mettere d'accordo il pool delle banche al completo. Sciogliendo gli ultimi dubbi di Mediobanca e della francese Natixis, l'altra banca non allineata. «Sono moderatamente ottimista - ha commentato il sindaco Gianni Anselmi - Mediobanca sarà della partita. L'accordo si può fare ma bisogna lavorare tutti assieme». Manca un ultimo sforzo, insomma, per allontanare lo spettro dell'amministrazione straordinaria.
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