La manifestazione
Via della Principessa stretta e pericolosa Proteste dai cittadini
Paolo Federighi
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SAN VINCENZO. È allarme sicurezza in via della Principessa a seguito dei lavori realizzati per il restringimento delle corsie, la realizzazione dei parcheggi lato mare e lato monte e l'allungamento della pista ciclabile fino al confine con il Comune di Piombino. Traffico e viabilità sono letteralmente in tilt, e innumerevoli sono le situazioni di pericolo. Alcuni giorni or sono, proprio all'altezza della curva che porta al Park Albatros, è arrivato il primo incidente, per fortuna senza serie conseguenze per le persone. Parcheggi lato monte. Decine di parcheggi sul lato monte si trovano in pendenza, obbligando le auto a parcheggiare con due ruote nel fossato. Altre macchine, per evitare il fossato, parcheggiano fuori dai limiti consentiti, facendo sporgere le ruote sulla corsia di transito e provocando pericoli all'interno della già stretta carreggiata. Parcheggi lato mare. In vari punti, i parcheggi sul lato mare sono stretti, e le auto vi entrano a fatica, spesso sfiorando il cordolo di separazione dalla pista ciclabile. Succede così che gli sportelli aperti delle auto, sporgenti sul tracciato della ciclopista, costituiscano seri pericoli per i ciclisti. Ciclisti incoscienti. Vi sono ciclisti che non usano la pista ciclabile, e si trovano a percorrere le corsie di transito per veicoli a motore. Nei casi di lunghe file su una corsia, i ciclisti che sorpassano le auto sono fonte di pericolo per i veicoli transitanti sulla corsia opposta, privi del necessario spazio per evitarli. Vi sono poi i ciclisti che, preferendo l'ombra ed il fresco del lato monte al sole ed al caldo della ciclopista, percorrono in controsenso la strada. Inversioni a U. E' assai comune vedere le inversioni a U, in spazi strettissimi, per uscire dai parcheggi. Non essendovi una rotonda che consenta di tornare indietro, chi ha parcheggiato, ad esempio, rivolto verso Piombino, e deve poi tornare verso San Vincenzo, è costretto a proseguire almeno fino alla Torraccia per compiere un'inversione di marcia. Mezzi di soccorso e autobus. E' forse più conveniente, per un mezzo di soccorso che debba recarsi all'ospedale di Villamarina, prendere la strada di Venturina e, all'altezza delle terme, svoltare ed uscire all'altezza di Baratti, con un considerevole allungamento del tragitto. E' praticamente impossibile, per i mezzi di soccorso, compiere sorpassi a sirene spiegate, visto che i parcheggi, posti su ambedue i lati, impediscono alle auto di lasciare loro il passo. Preferibile optare subito per l'ospedale di Cecina. Non pochi problemi anche per gli autobus, la cui grandezza rende difficile la circolazione e le fermate in ambedue i sensi. Traffico e code. Abbiamo assistito, in questi giorni di giugno, al verificarsi di lunghe code, soprattutto durante i fine settimana. Quattro file di veicoli l'una a pochi centimetri dall'altra: le due file di auto parcheggiate, che devono essere schivate dalle auto in transito, le quali a loro volta devono schivarsi tra loro. Sono già molti i tratti in cui possono notarsi le tracce delle gomme delle auto sul cordolo di cemento che separa i parcheggi, sul lato mare, dalla ciclopista. Facile immaginarsi cosa potrebbe accadere in luglio e agosto. Pericoli della ciclopista. Se in vari punti la ciclopista è molto più larga di prima, in altri è diventata assai stretta, e il passaggio fra le parti è a volte repentino. Il problema è che, in tutta la ciclopista (per lunghi tratti spazio promiscuo, aperto anche alle persone a piedi), la velocità massima consentita alle biciclette è di 20 km/h. Vi sono gruppi organizzati di ciclisti che, volendo mantenere una velocità sostenuta, preferiscono dirottarsi sulla strada. Vi sono altri gruppi di ciclisti, tuttavia, che transitano sulla ciclopista a velocità assai superiori ai 20 km/h, causando seri pericoli per gli altri ciclisti e i pedoni. Sono poi numerosi i punti in cui le auto, per entrare in strada da vie interne, residence o villaggi, si affacciano sulla ciclopista. Un problema, questo, già esistente in passato.
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