I sistemi di controllo della popolazione di ungulati
Parco e Provincia i soggetti impegnati in catture e abbattimenti Ma le incursioni sono in aumento
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PORTOFERRAIO. Per i cittadini sono una vera e propria calamità diffusa su tutto il territorio. Distruggono giardini, orti, muri a secco, sentieristica, con gravi danni all'agricoltura, al paesaggio, all'economia turistica e alla proprietà privata. Ma gli unici a intervenire, a oggi, sono Parco e Provincia che da diversi anni realizzano abbattimenti della specie su tutta l'isola. Negli ultimi tempi il fenomeno sembra essere in crescita nonostante proseguano gli abbattimenti e le catture gestiti appunto da Parco e Provincia. Operazioni che vengono condotte da persone appositamente formate da entrambi gli enti e che porgono il loro contributo gratuitamente: i selecontrollori. Gli operatori del settore non ritengono che il numero di animali sia cresciuto in maniera esponenziale negli anni, anche se sono aumentate le segnalazioni di danni. Semmai per loro il personale potrebbero essere utilizzato in maniera più efficacie. I selecontrollori infatti sono impegnati in questo periodo con gli abbattimenti programmati nelle diverse porzioni di territorio sotto sovranità del Parco, ma non vengono utilizzati fuori dai confini dell'area protetta, cioè non intervengono a supporto, ad esempio, delle guardie provinciali. Alcuni sostengono che occorrerebbe trovare un accordo tra Provincia e abbattitori formati, così da coadiuvare le operazioni della polizia provinciale nelle zone al di fuori del Parco che necessitano di interventi urgenti.
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