Sicurezza
Lucchini, slitta la decisione sull'accordo con le banche
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«Siamo in mano alle banche, senza l'accordo si va verso il disastro». E' questa, in sintesi, la preoccupazione emersa nel corso del consiglio di fabbrica Lucchini, convocato stamani a poche ore dal termine fissato dal sottosegretario Stefano Saglia per la ratifica dell'accordo tra azienda e istituti bancari per la ristrutturazione del debito da 770 milioni.
La sottoscrizione del piano, necessario per garantire la sopravvivenza del gruppo Lucchini, è condizionata da due banche, l'italiana Mediobanca e la francese Natixis, che non hanno ancora dato il proprio sostegno.
Entro domani, secondo il termine fissato dal ministero, i dubbi residui dovrebbero essere sciolti anche se pare molto probabile che la decisione possa slittare al 29 giugno, solo dopo che si terrà una nuova riunione tra gli advisor dell'azienda e delle banche. «Se l'accordo non arriva neanche in quest'occasione - ha detto il responsabile di zona Cgil Giuseppe Bartoletti - allora salta definitivamente il banco».
E il rischio è l'amministrazione controllata. I sindacati, intanto, stanno organizzando per lunedì una manifestazione di protesta davanti alla sede milanese di Mediobanca.
La sottoscrizione del piano, necessario per garantire la sopravvivenza del gruppo Lucchini, è condizionata da due banche, l'italiana Mediobanca e la francese Natixis, che non hanno ancora dato il proprio sostegno.
Entro domani, secondo il termine fissato dal ministero, i dubbi residui dovrebbero essere sciolti anche se pare molto probabile che la decisione possa slittare al 29 giugno, solo dopo che si terrà una nuova riunione tra gli advisor dell'azienda e delle banche. «Se l'accordo non arriva neanche in quest'occasione - ha detto il responsabile di zona Cgil Giuseppe Bartoletti - allora salta definitivamente il banco».
E il rischio è l'amministrazione controllata. I sindacati, intanto, stanno organizzando per lunedì una manifestazione di protesta davanti alla sede milanese di Mediobanca.
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