Sicurezza
I residenti di Marciana scrivono anche al prefetto e chiedono interventi straordinari
Cinghiali, firme contro l'invasione
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Un branco di cinghilali, questi animali sono allorigine di danni e pericoli. I cittadini chiedono interventi immediati alle istituzioni I cittadini: i danni sul territorio all'origine del dissesto idrogeologico
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MARCIANA. Dopo la mobilitazione degli agricoltori ora arriva la protesta dei cittadini. In particolare quelli di Marciana che ormai con troppa frequenza ricevono le non certo gradite visite di mufloni e cinghiali. In meno di una settimana un gruppo di residenti è riuscito a mettere insieme circa 250 firme. La richiesta è una soltanto: fermare l'invasione. Le 244 firme sono state raccolte nella zona di Marciana, La Zanca, S.Andrea, Patresi, Colle d'Orano tra il 14 e il 20 giugno. La petizione è stata inviata anche al Prefetto. «In questa zona dell'isola, che rientra nel Parco - scrivono i firmatari - la crescita esponenziale di questi animali ha creato una situazione ormai insostenibile per l'intera popolazione che quotidianamente è costretta a subire incursioni in mezzo ai centri abitati. Segnaliamo gravi problemi di sicurezza sulle strade (numerosi incidenti causati dagli animali) e attorno alle abitazioni (gli animali arrivano fino alle porte di casa) con rischio per l'incolumità degli abitanti e degli ospiti delle strutture turistiche nonché per la salute pubblica per il pericolo reale di trasmissione di malattie e parassiti». Innumerevoli anche a danni a giardini, orti, muri a secco e sentieri oltre che ai campi coltivati. Del resto il grido d'allarme per questa situazione era arrivato alcuni giorni fa anche dal sindaco di Marciana, Anna Bulgaresi, in occasione di una riunione della Comunità del Parco. I cittadini affermano anche che i danni sui muri a secco sono all'origine di problemi di disseto idogeologico, «inoltre la necessità di installare recinzioni speciali su tutto il territorio - continuano - oltre a essere una spesa ingente per la cittadinanza, sta modificando notevolmente l'intera zona dal punto di vista paesaggistico. A tutto questo aggiungiamo lo sconforto e il profondo abbattimento della popolazione di fronte a questi fatti che si protraggono ormai da anni e che si aggravano di giorno in giorno». Secondo i firmatari l'azione di cattura e eliminazione di cinghiali e mufloni da parte del Parco e dalla polizia provinciale non basta «sia per l'esiguo numero di uomini e mezzi (la polizia provinciale dispone solo di due persone) sia per la mancanza di un piano di cattura efficace». Da qui l'appello per sollecitare le istituzioni competenti ad agire con interventi immediati per arginare questa pericolosa emergenza «e trovare al più presto una soluzione duratura che ripristini una situazione di normalità in cui popolazione e animali selvatici possano convivere armoniosamente».
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