Sicurezza
Il Serendipity vince il primo round al Tar
Paolo Federighi
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Il Serendipity il locale sanvincenzino al centro del contenzioso col Comune Sospesa la rimozione del gazebo del locale in via Sicilia imposta dal Comune
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SAN VINCENZO. Il Tar toscano, rappresentato in camera di consiglio dai magistrati Maurizio Nicolosi, Ivo Correale e Pietro De Berardinis, ha sospeso l'esecuzione dei provvedimenti disposti dal Comune contro la società Serendipity che gestisce l'omonimo locale sul lungomare. Il Tar ha fissato l'udienza per la trattazione di merito del ricorso al 3 luglio 2012 e condannando il Comune sanvincenzino al pagamento della fase cautelare (2.000 euro). La società Serendipity chiedeva l'annullamento del provvedimento (e di altri tre collegati) con cui l'amministrazione comunale negava il rinnovo della concessione di suolo pubblico con obbligo di liberare l'area occupata da un gazebo del locale al centro di proteste per il rumore causato dalle serete musicali. Il tribunale ha deciso di accogliere il ricorso e sospendere i provvedimenti perché la procedura di comunicazione è posteriore all'adozione dei provvedimenti impugnati, per la carenza di motivazione da parte della giunta, e perché l'ordinanza è fondata su presupposti di inquinamento acustico e sull'attività svolta nel locale, e non solo nel gazebo. Luca Giani, gestore del Serendipity, preferisce non rilasciare dichiarazioni sulla sentenza. Interviene invece il sindaco Michele Biagi: «Voglio precisare - dice - che l'amministrazione comunale ha stabilito di non rinnovare per il 2011 la concessione annuale di suolo pubblico alla società Serendipity, con la conseguente rimozione della struttura che occupa la parte terminale di via Sicilia. Ciò nel quadro di una riqualificazione di tutte le strade a mare perpendicolari a corso Italia, così come previsto dagli indirizzi del futuro piano strutturale. Tengo a precisare - prosegue Biagi - che il diniego non concerne l'attività svolta dalla società, bensì la sola concessione di suolo pubblico che l'amministrazione intende restituire alla fruibilità di tutti i cittadini per permettere un migliore accesso a mare. La scelta dell'amministrazione è dunque puramente politica. Aspettiamo comunque i tempi della giustizia, fiduciosi che, come di consueto, operi nell'interesse di tutta la collettività».
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