Il Tirreno

Arrivano i tedeschi ma è ancora presto per parlare di ripresa

Luigi Cignoni
Arrivano i tedeschi ma è ancora presto per parlare di ripresa

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 PORTOFERRAIO. Una ripresa ancora debole. Ci sono segnali positivi sulle prenotazioni ma anche indicazioni non buone dai mercati olandese e tedesco. La stagione estiva è appena agli inizi. Il weekend appena passato non rispecchia a pieno le aspettative degli operatori turistici del territorio: le presenze non sono mancate, come dimostra il via vai di vacanzieri sulle navi (con Moby, ad esempio, che sabato ha previsto tre coppie di corse straordinarie per smaltire i passeggeri in attesa sulle banchine). Tuttavia, confermano gli operatori del settore il periodo che si è appena concluso (quello compreso tra l'Ascensione e la Pentecoste, settimana preferita dai tedeschi per le prime ferie estive, in coincidenza con la chiusura della grandi fabbriche) fa registrare segnali di ripresa ancora troppo timidi.  Il mese di maggio ha confermato un calo del 10% (prevedibile dalle prime stime sulle prenotazioni nei grandi alberghi). Il ponte del 2 giugno, invece, è stato positivo; la settimana successiva altaletante con una ripresa invece che si è registrata a chiusura delle scuole. «Ma si tratta di una ripresa molto fragile - dice Massimo De Ferrari, presidente dell'associazione albergatori - che ha bisogno di ulteriori conferme e verifiche prima di dire che siamo in ripresa». C'è stato, è vero, un maggiore movimento di passeggeri, dovuto a contingenze particolari e a episodi degli ultimi mesi (la crisi dei Paesi nordafricani e i venti di guerra nel Medioriente), più che a una piacevole conferma.  I dati certi evidenziano un crollo di presenze di olandesi. Confermata la tendenza di tedeschi che risulta essere buona, ma non per il classico nucleo familiare che negli anni scorsi aveva rappresentato lo "zoccolo duro" della domanda straniera all'Elba. «Sono diminuite le famiglie di lingua tedesca - dice Lucio Di Biase, vicepresidente dell'associazione degli albergatori dell'Elba e vicepresidente della Federalberghi della Toscana - nonostante le campagne di promozione (i bambini non pagano la pensione) e le proposte d'incentivazione (gratis il trasporto marittimo)». Sicché, ancora una volta si guarda con fiducia al mercato interno, a quello italiano che è l'unico a dare risposte certe. «La politica di contenimento dei prezzi - continua Di Biase - deve essere letta in tal senso. Abbiamo mantenuto fermo il listino prezzi che oscilla fra i 60 e i 70 euro giornalieri, come succede in altre località del Mediterraneo, pur di avere una domanda interessante». Se maggio va ascritto in bilancio come mese non buono, si guarda adesso all'inizio dell'estate e si spera nel bel tempo. «Stando alle prenotazioni - dice De Ferrari - ci dovremo essere, anche se già possiamo tranquillamente affermare che i primi di luglio non saranno positivi. Dovremo aspettare la fine di luglio per marciare a regime». Ma la partita che si dovrà giocare realmente per la classe alberghiera è quella relativa alla tassa di soggiorno (quest'anno non applicata dagli enti locali) e ai costi di trasporti: temi già all'ordine del giorno per l'autunno.

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