Sicurezza
«Amarezza per episodi che vanificano la videosorveglianza»
Bracconaggio a Pianosa Il Parco ringrazia la Finanza
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Il recupero della rete a Pianosa 2 MINUTI DI LETTURA
PIANOSA. «La piaga del bracconaggio offende chi rispetta le regole e soprattutto impoverisce i più bei fondali delle nostre isole. Tutto quello che si può fare per impedire quest'attività illegale è una boccata d'ossigeno per il nostro ambiente marino e per la qualità delle comunità viventi del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano». Con queste parole il presidente del Parco, Mario Tozzi, e il direttore, Franca Zanichelli, intendono ringraziarie la sezione aeronavale della Guardia di Finanza di Portoferraio, diretta dal luogotenente Angelo Casamento, per l'attività di controllo svolta con grande impegno a Pianosa grazie alla quale è stato possibile recuperare 500 metri di rete posizionati abusivamente a 200 metri dalla costa dell'isola. Un lavoro prezioso che va a tutelare anche le risorse ittiche dell'Arcipelago e conseguentemente la stessa attività dei pescatori. Ma i divieti non sono sempre rispettati con conseguenti danni per fauna e flora. «Ogni anno gli agenti della Capitaneria di Porto, del Corpo Forestale dello Stato e della Guardia di Finanza a mare - continuano Tozzi e Zanichelli - fanno del loro lavoro di controllo a mare un servizio prezioso per contrastare la furbizia e la pervicacia di coloro che hanno troppo tornaconto nel perseguire le attività illecite. Tante sono state le azioni brillanti che hanno portato in superficie le prove che le attività di frodo sono ancora molto forti. L'ultima in ordine di tempo l'ha raccontata direttamente alla stampa il comandante Angelo Casamento che ha recuperato a Pianosa nei giorni scorsi una rete che ha falcidiato decine e decine di pesci. Al comandante va il nostro più sentito ringraziamento per quello che i suoi uomini sono riusciti a fare, ripulendo il fondale dalla pericolosa trappola, salvando il salvabile». Tozzi e Zanichelli non nascondo comunque «l'amarezza della scoperta si fa ancora più forte perché l'impegno per far funzionare il sistema di sorveglianza è vanificato dal ripetersi di episodi che evidenziano le difficoltà a prevenire le azioni predatorie. Le motovedette delle Fiamme Gialle sono una risorsa indispensabile per questa repressione e ad Angelo Casamento va tutta la nostra gratitudine».
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