Il Tirreno

Per volere dei cittadini l'Asiu resterà interamente pubblica

Luca Centini
L’esito del referendum permette all’Asiu di rimanere una società totalmente pubblica
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L’esito del referendum permette all’Asiu di rimanere una società totalmente pubblica

Murzi: «Il gestore unico? È un'idea affascinante, a patto che garantisca più efficienza e tariffe migliori»

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 PIOMBINO. Asiu resta una società totalmente pubblica. L'esito del referendum ha prodotto un primo, importante risultato. Il primo quesito referendario non si limitava all'acqua, bensì era esteso a tutti i servizi pubblici di rilevanza economica, compresi quindi i trasporti e la gestione dei rifiuti urbani.  Con la vittoria del Sì Asiu non dovrà, come era previsto dalla legge Ronchi, cedere obbligatoriamente il 40% delle quote ai privati entro il 31 dicembre 2011, il termine precedentemente indicato - con una proroga - per la cessione anticipata delle società in house.  La cessione di almeno il 40% con l'obbligo di gara era uno spauracchio per la società del presidente Fulvio Murzi che, per mettere al riparo il patrimonio Asiu, già lo scorso dicembre si era premunita, con la collaborazione dei Comuni (proprietari al 100% della società).  In pratica Asiu si è sdoppiata, dando vita a una nuova società partecipata al 100% dalla stessa Asiu, a cui è stata affidata la gestione dei rifiuti urbani. Asiu è rimasta invece in possesso degli impianti, continuando a gestire l'attività sui rifiuti speciali. Una specie di scialuppa di salvataggio, quindi, che non è ancora stata messa da parte, ma potrebbe tornare utile, a seconda di come si svilupperà il percorso regionale per l'individuazione di un gestore unico in materia di igiene ambientale.  Dal 2008 l'Ato Costa avrebbe dovuto indire una gara pubblica per l'affidamento a un gestore unico. Ma sono passati quasi tre anni e di gara neanche l'ombra. «Qualcosa si è mosso solo negli ultimi mesi - racconta il presidente Asiu, Fulvio Murzi - l'Ato ha dato incarico ad un advisor che dovrà "fotografare" le società dei rifiuti attive in Toscana, nell'ottica del gestore unico».  In questo scenario Asiu, riunita in associazione temporanea di imprese con le altre aziende in Ato, parteciperebbe alla gara pubblica, aperta anche a soggetti privati. Aver messo al sicuro il patrimonio con la creazione di una società spin-off dedita alla sola gestione dei rifiuti urbani è una cautela in più per Asiu.  «Il gestore unico? E' un'idea affascinate, a patto che garantisca più efficienza dei servizi e tariffe migliori», commenta il presidente Fulvio Murzi che rimarca l'esito referendario. «Il risultato è chiaro - spiega Murzi - i cittadini non vogliono speculazioni dei privati, chiedono che i servizi restino pubblici». Il messaggio è lanciato, insomma. E l'auspicio di Asiu è che il Sì al referendum orienti le scelte della Regione da cui si aspetta, in fase di definizione della gara, una sorta di corsia privilegiata per le società pubbliche.

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