Sicurezza
Gli organizzatori protestano
Multe alla Fierucola polemica sui cartelli
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SAN CARLO. Si aggiunge un capitolo al piccolo giallo dei cartelli stradali bruciati a San Carlo. I segnali non sembra siano stati bruciati dopo "La Fierucola", che ha animato il borgo nella giornata di domenica scorsa, ma sarebbero stati bruciati la notte precedente. Gli ignoti, probabilmente, hanno voluto compiere una bravata. Ci spiega l'accaduto l'Associazione San Carlo 1927, organizzatrice de "La Fierucola". «I cartelli stradali - ci dicono dall'organizzazione - sono stati bruciati la notte precedente la festa, e non, quindi, per protesta contro le multe e le rimozioni dei vigili. Il fatto è che vari residenti, non vedendo più il cartello di divieto di sosta, che era stato bruciato e lanciato lontano, e non potendo sapere che lì era proibito parcheggiare, hanno lasciato le auto». Il racconto degli organizzatori prosegue, rimarcando però, sebbene con toni civili, quello che per loro è stato il comportamento dei vigili: «La mattina presto - affermano - abbiamo avvertito la polizia municipale dell'accaduto, e abbiamo chiesto l'assistenza di alcuni vigili durante la festa proprio per controllare il traffico e chiarire quali fossero le zone interdette e quali no. Abbiamo inoltre chiesto - proseguono - un minimo di elasticità, considerando ciò che era accaduto la notte e che i cittadini avevano parcheggiato le loro auto ignari del divieto vigente». L'Associazione San Carlo 1927 tiene a precisare che la festa ha avuto un grande successo: «La festa - dicono gli organizzatori - è finita bene. Le proteste si sono prodotte la mattina successiva, lunedì 13, presso l'Urp (ufficio relazioni con il pubblico) al servizio di riscossione diretta delle multe, dove un vigile in servizio fornisce informazioni e chiarimenti». Secondo altre fonti, l'errore sarebbe relativo ad un equivoco fra piazza Solvay e via Solvay che ha fatto sì che i cartelli fossero posizionati in modo diverso da come recitava l'ordinanza. Secondo l'organizzazione «i vigili hanno commesso una leggerezza. Può succedere, non vogliamo colpevolizzare nessuno, ma speriamo non si ripeta in avvenire». (p.f.)
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