Sicurezza
Una raffica di multe nel labirinto di vie strette e senza sbocco
◗
Auto parcheggiate in divieto di sosta lungo via Montecristo3 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Immaginate un imbuto fatto di tre strade di un quartiere molto abitato, che queste strade non comunichino tra di loro ma confluiscano in un'unica via, riversando su quel punto tutto il traffico dei suoi grossi palazzi, magari all'ora di punta, magari con un'ambulanza, un camion del traslochi o dei vigili del fuoco nel mezzo. E immaginate anche che tutte le via siano a senso doppio, e che due non siano solo molto strette, ma anche gravate dal più rigido dei divieti di sosta. Tanto che basta parcheggiarvi per pochi minuti uno scooter per ricevere in cambio una contravvenzione tutt'altro che leggera. Le tre strade sono via Giannutri, via Montecristo e via Gorgona, con via Montecristo a fare da punto di confluenza nel proprio prolungamento su viale Bachelet. Qui alla fine degli anni Ottanta è sorto un centro residenziale che conta in tutto 250 famiglie, molte delle quali hanno non pochi problemi a parcheggiare la propria auto, visto che uno dei palazzi è comunale e non possiede garage propri, via Giannutri e via Gorgona, come detto, sono escluse dalla sosta e via Montecristo è liberamente parcheggiabile solo da un lato. Uniche alternative, un piccolo piazzale con gli ulivi che sorge sull'immediata sinistra dell'ingresso di via Montecristo e l'area in fondo a questa stessa strada, dove però non solo i parcheggi sono insufficienti, ma raggiungerli, data la qualità del terreno, può costare la coppa dell'olio o i pneumatici. Gli abitanti sono molto irritati e rischiano di non sapere più come fronteggiare questa situazione: «In vent'anni le macchine sono molto aumentate - spiegano - In ogni famiglia ce ne sono almeno due più uno scooter. E oltretutto, col passare del tempo, si sono prodotti modelli sempre più grandi. Queste stradine così strette e questi scarsi parcheggi erano già insufficienti allora, figuriamoci adesso. Ma il Comune si interessa solo del centro storico: noi siamo tagliati fuori e gli interessiamo, se non, naturalmente, come fonte di guadagno per le multe che ci fanno di continuo». Lo stesso Comune, aggiungono, non si è però tirato indietro quando si è trattato di chiedere in media 1.000 euro a famiglia per la rivalutazione del terreno, cifra che ciascuno degli abitanti di questa strada ha pagato puntualmente, «senza però averne alcun vantaggio concreto, neppure la copertura delle buche del campo sterrato in cui siamo costretti, per la loro negligenza, a parcheggiare le nostre auto. Rivolgersi all'ufficio tecnico, poi, è inutile, e si rischia anche di essere trattati con arroganza, mentre noi avevamo delle proposte ben concrete: prima fra tutti quella di fare a meno di qualcuno degli orti che si trovano tra una strada e l'altra, allargare queste vie e almeno mettere in comunicazione un paio di loro. Ma il problema non è soltanto nostro: in località Le Sughere, che si trova a poca distanza da noi, la strada è talmente stretta che le ambulanze sono costrette a entrarci a marcia indietro». «Non parliamo poi di quanto accade a Salivoli - replicano dal canto proprio gli abitanti del lungomare Marconi - e più esattamente nell'area davanti a via Forlanini, dove nel tratto tra il negozio di frutta e verdura e quello dei formaggi c'è il disco orario di un'ora tra le 8 e le 14 e le multe fioccano una dopo l'altra, e quel che più assurdo, vanno a colpire i residenti o i commercianti costretti a posteggiare in questi punti per forza di cose, e non a coloro che lasciano l'auto in doppia e anche tripla fila. Eppure anche qui ci sono pochissimi parcheggi liberi, in pratica solo quelli davanti al negozio di "Acqua e sapone", altrimenti sono inevitabili multe di continuo. E ci piacerebbe sapere perché».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
