La manifestazione
Torre Mozza venduta all'asta
Luca Centini
Acquistata per un milione e 180mila euro da una società di venturinesi
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PIOMBINO. La torre è caduta, anzi venduta. E' un simbolo, il crollo dell'impero dei Figoli des Geneys - Borlasca. La famiglia che, da fine'800 e per tutto il secolo scorso, ha "dominato" Riotorto grazie ai possedimenti della tenuta di Vignale. Torre Mozza è stata venduta all'asta giudiziaria del Tribunale di Livorno per un milione e 180mila euro. L'edificio sul mare, quasi al confine col comune di Follonica, da anni viene utilizzato come bar-ristorante. Dopo diverse aste andate deserte una società di imprenditori venturinesi, con a capo la famiglia Micaelli, ha fatto il passo decisivo, mettendo le mani sull'edificio costruito nel XVI secolo. Non si tratta di una semplice vendita, quanto della fine di un'epoca, della dissoluzione di una dinastia che, per oltre un secolo, ha caratterizzato il territorio di Riotorto. La vendita di Torre Mozza non è, infatti, che il primo segno tangibile della resa della famiglia Figoli des Geneys. Mentre la vendita della torre è andata in porto, gli altri immobili della tenuta di Vignale sono in attesa di essere comprati da qualcuno. Di essere svenduti. Stiamo parlando dell'area dell'ex campeggio di Torre Mozza, fino ai poderi Bella Vista, il Castello e Poggio alle Forche. Possedimenti di prestigio messi all'asta per oltre 10 milioni di euro, da una proprietà caduta in disgrazia, passata in pochi anni dallo splendore al disastro. Debito dopo debito. Siamo a Riotorto alla fine dell'800. Da Genova arriva il conte Eugenio Figoli des Geneys, facoltoso senatore della Repubblica, che acquista parte della tenuta di Vignale. La famiglia diventa il vero motore economico del territorio. La stessa stazione di Vignale viene costruita per sostenere i traffici del conte Figoli. Una pionieristica centralina telefonica mette in comunicazione i poderi posseduti dalla famiglia. Poi le guerre che infliggono il primo, duro colpo alla famiglia. Gli espropri dell'ente Maremma sottraggono gran parte del patrimonio immobiliare ai Figoli. In quel periodo la gestione degli affari di famiglia passa nelle mani del colonnello Mario Flecchia, marito di una delle due figlie del conte. Un personaggio rimasto nella memoria collettiva di Riotorto. Con lui il campeggio di Torre Mozza vive i suoi anni d'oro. I possedimenti della tenuta di Vignale diventano embrioni per il turismo del territorio. Con la morte del colonnello (1999), molto conosciuto anche per la passione per l'allevamento dei cavalli, ecco l'inizio dell'agonia. Quindi una rapida caduta che in pochi anni porta i beni della tenuta nelle aule del Tribunale di Livorno. Lo scorso aprile è andata deserta, infatti, l'asta per la cessione dei terreni e dei fabbricati compresi nell'area dell'ex campeggio, smantellato con la demolizione dei bungalow nella pineta. Era l'inizio della fine. In seguito al fallimento di "Torre Mozza srl" il Tribunale di Livorno ha fissato il prezzo a 7 milioni e 650mila euro. L'asta si è chiusa senza acquirente, ma non è escluso che si farà un nuovo tentativo. In vendita ci sarebbe anche lo stabilimento balneare e, soprattutto, un'idea progettuale ancora in essere, secondo le previsioni urbanistiche del Comune. L'idea consiste nella realizzazione di un villaggio turistico nell'area retrostante alla pineta, per un totale di 600 posti letto. Il progetto, concordato con la vecchia proprietà del campeggio, è stato da tempo riposto nel cassetto. E' andata deserta, ad aprile, anche la vendita per oltre 3milioni e 375mila euro del podere di Poggio alle Forche e del podere "Il Castello" per 1 milione. Un nuovo tentativo è già fissato il prossimo 9 novembre. E' passato dall'aula del Tribunale anche il podere "Bella Vista" (900mila euro).
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