Sicurezza
Costi e servizi a una svolta grazie allaccordo siglato in vista della nascita del gestore unico
Rifiuti, salta l'intero consiglio di Esa
◗
Limpianto per la selezione dei rifiuti al Buraccio Intesa tra Comuni su debiti e nomine: nel cda ci saranno solo tecnici
2 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. Seppellire l'ascia di guerra per far funzionare meglio i servizi e soprattutto renderli meno costosi per gli utenti. Anche se questo significherà "tagliare le teste" all'attuale consiglio di amministrazione dell'Elbana servizi ambientali (Esa) sostituendo i vertici dell'azienda con dei tecnici. Una scelta inevitabile, però, per adeguare il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti, il più costoso e il meno efficiente (almeno sotto il profilo della raccolta differenziata) della provincia di Livorno, sulla quale gli otto sindaci elbani sono tutti d'accordo. La nomina di un consiglio di amministrazione di tecnici ai vertici dell'azienda è infatti uno dei punti del documento sottoscritto dagli otto sindaci dell'isola che segna, o dovrebbe segnare, la svolta nella gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Anni di contenziosi legali, di battaglie dentro e fuori i tribunali per l'organizzazione dei servizi, l'uso degli impianti e le royalties dovute a Porto Azzurro, i debiti o presunti tali contratti dai Comuni nei confronti dell'azienda, hanno decisamente logorato un sistema di per sè già difficile da tenere insieme. Un po' per la mancanza di accordo tra gli enti, un po' per le promesse non mantenute - a cominciare dalla realizzazione di una terza linea per l'incenerimento dei rifiuti a Livorno - anche al di fuori dei confini dell'isola, ma anche per i costi elevatissimi dello smaltimento legati al trasporto sui traghetti della spazzatura. Evidentemente oggi, rispetto al passato, ci sono le condizioni perché le amministrazioni comunali affrontino insieme il problema. Tra queste l'avvio di un percorso che porterà alla nascita di una nuova società di gestione comprensoriale: un'unica azienda pubblico privata per le province di Massa-Carrara, Lucca, Pisa e Livorno. In proposito il documento che, su iniziativa del sindaco di Portoferraio, Roberto Peria, ha messo d'accordo tuttti i primi cittadini isolani, prevede la partecipazione delle 8 amministrazioni comunali al percorso di costituzione della nuova società comprensoriale. Inoltre i Comuni si impegnano a partecipare «alla governance di Esa, per migliorarne l'efficacia operativa» ed ancora a costruire in modo condiviso «un piano operativo e aziendale finalizzato ad un forte incremento della raccolta differenziata e al miglioramento della qualità dei servizi erogati, con indicazione di un piano tariffario in grado di incentivare la differenziata stessa». In questo contesto si inserisce la definizione delle posizioni debitorie nei confronti di Esa e l'individuazione «di un consiglio di amministrazione tecnico della società che assumerà l'obiettivo di attuare gli indirizzi concordati fra i Comuni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
