La manifestazione
Allarme della Cia: «Crolla la produzione ortofrutticola, vicenda gestita male e gli agricoltori pagano in prima persona»
Batterio killer, posti di lavoro a rischio
◗
Un raccolto di cetrioli destinato al macero Il caso è scoppiato a ridosso delle campagne di raccolta, imprese in ginocchio
2 MINUTI DI LETTURA
VENTURINA. Emergenza alimentare di cui gli agricoltori non sono responsabili, ma che rischia di far pagare un conto pesantissimo ad imprese e lavoratori della filiera ortofrutticola pure in Val di Cornia. «La vicenda dell'escherichia coli - scrive la Confederazione italiana agricoltori Livorno - che sta preoccupando da settimane l'Europa, esplosa in Germania, è devastante per l'ortofrutta italiana. «La scarsa informazione, la lungaggine con cui è stata gestita la vicenda dalle autorità sanitarie tedesche - scrive la Cia - ha messo in ginocchio le imprese ortofrutticole, con un danno economico per il settore in Italia, di oltre 150 milioni di euro a causa della caduta dei consumi, blocco del'export, distruzione del prodotto. Il caso E.coli è scoppiato proprio a ridosso delle grandi campagne di raccolta nel nostro Paese - prosegue la Cia - e ora migliaia di stagionali (soprattutto extracomunitari) temono di rimanere disoccupati se la situazione non torna rapidamente alla normalità. Giugno e luglio sono i mesi "clou" per la raccolta di frutta e ortaggi, richiamando nei campi oltre 60 mila stagionali. Il fermo improvviso mette in pericolo il 10% di questa forza lavoro (circa 6 mila addetti), senza contare che il blocco del comparto ortofrutticolo ha effetti a cascata anche su tutta la filiera: a rischio ci sono quasi 4 mila occupati dell'agroindustria e dell'indotto (trasportatori, imballatori, distributori)». La Cia di Livorno chiede «un atteggiamento serio e responsabile dei media nel trattare questi argomenti, la messa in campo di strumenti ed azioni da parte delle istituzioni per tutelare la salute dei consumatori, i produttori agricoli e quanti a diverso titolo sono impegnati nelle filiere produttive agroalimentari». Urgente, per la Cia «una campagna di comunicazione locale per i consumatori...». Si chiede «che venga attuato il massimo sforzo possibile per ripagare i danni subiti dall'intero comparto e che gli indennizzi proposti dalla Commissione Ue siano totali e non parziali». «A pagare non sia solo l'Europa - conclude la Cia - ma soprattutto la Germania, che ha delle responsabilità enormi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
