Gioco
In tanti al voto per una valanga di "sì"
Nicola Stefanini
Affluenza al 68% in Val di Cornia, Elba al 52%. La scelta di abrogare supera il 95%
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PIOMBINO. Quorum Centrato con un afflusso del 57% a livello nazionale, referendum validi e una valanga di sì per tutti e quattro i questiti, su nucleare, leggittimo impedimento e due relativi all'acqua pubblica. I risultati usciti dalle urne dei cinque comuni della Val di Cornia, dove l'affluenza media è stata intorno al 68%, alla fine non si discostano di molto da quelli nazionali. Qualche picco al rialzo, per la scelta del sì, si registra a Piombino con percentuali attorno al 97% per tutte e quattro le schede, e a Suvereto e Campiglia, dove il dato medio è nell'ordine del 96%. Più in linea col resto d'Italia le percentuali fatte registrare a San Vincenzo e Sassetta: una media del 95% ai sì e del 5% ai no per le quattro schede. La parte del leone la Val di Cornia l'ha fatta nella partecipazione al voto (68% di media) con la piccola Suvereto che fa registrare il miglior dato di tutta la provincia col 71,56%; la media provinciale dell'afflusso è stata del 65,9%. Come dato medio, i comuni della Val di Cornia avevano già raggiunto la soglia del quorum (51% circa) alla chiusura dei seggi di domenica sera. Partecipazione finale molto alta anche a Piombino che col 68,43% risulta al terzo posto in provincia (oltre a Suvereto fa meglio solo Collesalvetti col 70,34%) "battendo" d'un soffio Livorno (68,32%). Completano il quadro il 66,69% di Campiglia, il 67,10% di San VIncenzo e il 65,46% di Sassetta. Quorum risicato - come media è un 52% circa - invece all'isola d'Elba, dove due degli otto comuni si sono fermati sotto la soglia del 50%: Marciana che ha chiuso col 49,28% e Capoliveri col 47,59%. Il miglior risultato elbano è stato quello di Marciana Marina (58%), seguita da Portoferraio col 54,25%. Afflusso intorno al 52% a Rio Elba e Rio Marina e appena sopra il 50% a Porto Azzurro e Campo. Anche nell'esito dello spoglio, i comuni elbani hanno fatto registrare percentuali di sì giusto in linea con quelle nazionali se non al di sotto di un paio di punti decimali. Discorso inverso, naturalmente, per le percentuali dei no. In un'isola in cui sei Comuni su otto sono amministrati, sotto variegate alleanze, dalle forze del centrodestra, la sfumatura che emerge da questa tornata referendaria è che gli elettori di centrodestra abbiano disertato massicciamente i seggi, e quelli che hanno votato hanno messo nell'urna schede con la croce sul no. Emblematici, in una lettura in chiave politica, sembrano essere il 6,5% di no registrato a Capoliveri per il referendum sul leggittimo impedimento, o il 6,3% di no a Campo per il nucleare. Dati vistosamente più alti rispetto ai no riscossi, negli stessi comuni, dai referendum sull'acqua. In Val di Cornia, a parte la minuscola Sassetta, è San Vincenzo che fa registrare il più alto numero di no; su tutti il 5,4% per il leggittimo impedimento.
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